Milano, 30 agosto 2017 - Nessuna volontà di alzare il livello di tensione negli aeroporti milanesi, di per sé sufficiente come dimostra lo sciopero selvaggio del primo agosto e le nuove mobilitazioni annunciate dai sindacati per i prossimi 15 giorni. Tutta la volontà di tenere alto, invece, il livello di guardia sulle condizioni di lavoro e sul rispetto delle norme di sicurezza negli scali di sua competenza. Questo lo spirito col quale Sea, la società che ha nel Comume il suo primo azionista e che gestisce Malpensa e Linate, ha inviato una lettera che è al tempo stesso un ammonimento e una richiesta di delucidazioni ad Ags (società che si occupa di carico, scarico e smistamento bagagli) e una segnalazione all’Enac, l’ente responsabile della sicurezza aeroportuale. «Un atto dovuto», quello firmato dalla Direzione Operazioni della Spa presieduta da Pietro Modiano.

Al centro della missiva il video di denuncia girato la sera del 25 agosto da alcuni lavoratori dell’handling e pubblicato lunedì su queste pagine. Un video che immortala un dipendente di Ags intento a caricare i bagagli sulla stiva di un aeromobile 319 della compagnia egiziana Almasria in perfetta solitudine sul piazzale di Malpensa. L’involontario e incolpevole protagonista del video, per quanto si può vedere in quel minuto e mezzo di filmato, fa la spola tra il carrello dove sono depositate le valigie dei passeggeri e la stiva del velivolo salendo e scendendo più volte sul nastro trasportatore che unisce il primo alla seconda. Una prassi irrispettosa dei regolamenti sulla sicurezza del lavoro come dichiarato già lunedì da esponenti sindacali e come ribadito ieri, nero su bianco nella lettera, da Sea. «Di norma – spiegano dai sindacati – servirebbero tre addetti dell’handling per caricare la stiva di un aereo come quello in questione. Un addetto deve stare a terra per prelevare i bagagli dal carrello e metterli sul nastro trasportatore, un altro deve stare all’ingresso della stiva per prelevare i bagagli dal nastro e passarli ad un terzo addetto che, stando all’interno della stiva, deve sistemarli nel modo più opportuno e sicuro». Niente da fare, invece. Nel video uno fa per tre.

«Questo mododi lavorare – proseguono dai sindacati – è contrario ad ogni regola ed espone l’operaio al rischio di infortuni. Questo – affondano i rappresentanti dei lavoratori – è il modo in cui le società come Ags fanno concorrenze alle altre: facile competere facendo lavorare un solo operaio dove ne servirebbero tre». Ags non è una società qualunque. È la società alla quale fa riferimento Alpina, la cooperativa contro la quale gli 8 sindacati dell’handling sono in lotta da un anno e mezzo. È la società che ha concesso ad Alpina, prima coop a poterlo fare, di metter piede a Malpensa, proprio quell’ingresso che i sindacati cercano di scongiurare per evitare, a detta loro, il dumping sociale portato in dote dalle coop. Alla catena manca un anello: Ryanair, che già ad Orio al Serio lavora con Alpina e vuol replicare il modello a Malpensa.

In questo contesto, ecco la lettera di Sea: «L’unico operatore di Ags Handling preposto al carico della stiva posteriore dell’aeromobile, agiva, in palese violazione delle condizioni minime di sicurezza, salendo fisicamente sul nastro bagagli mentre lo stesso era in movimento. è di tutta evidenza – scrive Sea – come simili comportamenti debbano essere decisamente osteggiati in quanto pregiudizievoli sia dell’incolumità dell’operatore, obiettivo questo da perseguire con estrema chiarezza, sia della regolare operatività dello scalo. Per quanto sopra esposto si sollecita Ags Handling ad intervenire per evitare che simili comportamenti possano essere reiterati chiedendo nel contempo evidenza degli interventi di mitigazione che codesta società porrà in essere. Si richiedono inoltre chiarimenti sulle circostanze che hanno fatto sì che lo svolgimento dell’attività in argomento fosse presente un solo operatore e sul mancato esercizio del doveroso controllo sulle attività di rampa di competenza di Ags Handling». «Il video – dichiarano dalla Filt-Cgil – dimostra che quelli scanditi in tutti questi mesi dagli 8 sindacati dell’handling di Malpensa e Linate non sono slogan ma rischi molto concreti».