Milano, 26 settembre 2017 - ​«Il parziale subappalto di una delle attività di assistenza a terra già effettivamente svolte da un operatore autorizzato non pare costituire, di per sé, un elemento di significativo aggravamento dei denunciati fenomeni di congestione sul sedime aeroportuale». Poche righe e asciutte. Ma tanto basta per riaccendere pericolosamente gli animi di sindacati e lavoratori dell’handling sotto lo spazio aereo milanese. Quello appena riportato è, infatti, il passaggio chiave dell’ordinanza con la quale il Tar ha respinto il ricorso presentato da Sea, la società che gestisce gli aeroporti milanesi, contro il via libera concesso da Enac alla cooperativa Alpina.

In altre parole: i giudici hanno messo nero su bianco che non sussiste alcuna ragione di sicurezza per congelare l’entrata in servizio della coop su piazzale e piste di Malpensa. Apriti cielo. Alpina, per chi non lo ricordasse, è la cooperativa contro la quale già dal novembre del 2015 protestano tutte le sigle del panorama sindacale dell’handling milanese: Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Flai, Cub, Usb e Adl. La protesta è mirata a scongiurare la rottura di uno status quo ritenuto virtuoso dalle organizzazioni sindacali: ad oggi a Linate e Malpensa non vi è alcuna cooperativa che lavori nel carico, scarico e smistamento bagagli, Alpina sarebbe la prima. Un precedente da scongiurare per evitare, sostengono le 8 sigle, il dumping sociale portato in dote dalle coop.

A innescare la protesta, nonché il ricorso di Sea, sono state anche le modalità con le quali Alpina ha ottenuto l’autorizzazione da Enac, vale a dire: tramite un subappalto dalla società-partner Ags, secondo uno schema già visto all’aeroporto di Orio al Serio. Ad Alpina si appoggia a sua volta Ryanair, compagnia leader nel low cost insieme ad Easyjet: succede già proprio ad Orio al Serio e succederà anche a Malpensa appena la coop potrà entrare in servizio. Quando accadrà? Il nodo da sciogliere ora è questo. Alpina può iniziare già oggi, ma pare non sia ancora pronta.

E Sea ha intenzione di impugnare l’ordinanza del Tar davanti al Consiglio di Stato. Perché ci siano possibilità di vittoria occorre attendere la sentenza di merito del tribunale amministrativo, il pronunciamento di ieri è infatti relativo alla richiesta di sospensiva. Passerà tempo, quindi. Intanto tutto quello che può succedere è che Enac decida di prorogare ulteriormente la data di ingresso della cooperativa sul piazzale di Malpensa proprio in ragione del fatto che c’è un contenzioso ancora aperto. Ed è esattamente questa la richiesta avanzata ieri pomeriggio ad Enac dalle otto organizzazioni sindacali già citate: un nuovo rinvio.

Persino più chiara della richiesta è la prospettiva offerta dai vertici sindacali nel caso in cui ad Alpina sia invece concesso di entrare in servizio fin da subito: «Che succederà negli aeroporti? Succederà quanto è già successo il primo agosto – fa sapere Angelo Piccirillo, segretario regionale della Filt-Cgil –. Può succedere già domani (oggi ndr) o nei prossimi giorni: a questo punto la situazione non è più governabile». Serve davvero ricordare che accadde il primo agosto? In breve: scioperi spontanei a Linate e Malpensa e apertura di un’indagine da parte del Garante. Oggi la situazione nei due scali dovrebbe mantenersi del tutto ordinaria perché indiscrezioni vogliono che entro stasera Enac produrrà la proroga tris. Sì, sarebbe la terza. Quando si dice: «Urge procrastinare».