Milano, 16 maggio 2017 - Dal referendum costituzionale del 4 dicembre alla pulizia di un ristorante all’Idroscalo. Dalla palazzina nella Villa Reale ai maxi lavori per la riqualificazione delle periferie milanesi. Emanuele Micelotta e Giacomo Politi, i due emissari del clan Laudani a Milano, erano pronti a cogliere qualsiasi occasione buona si presentasse, anche se alla fine, occorre precisarlo, sono riusciti a mettere le mani – attraverso la società Sigilog – solo su un appalto per la pulizia delle tende delle scuole da meno di 40mila euro. Eppure sognavano in grande, anche grazie ai contatti stabiliti dai due faccendieri Domenico Palmieri e Orazio Elia: il primo sindacalista ed ex dipendente della Provincia; il secondo con un passato tra San Gerardo di Monza e Consiglio regionale lombardo. Contatti non si sa quanto reali o se solo millantati.

Nelle carte, ad esempio, si fa riferimento a una struttura edilizia «già esistente all’interno del parco della Villa Comunale di Monza»: un tale definito «comandante», spiega Elia a Micelotta in un colloquio intercettato il 2 febbraio 2016, avrebbe riferito della possibile riconversione in una scuola, e quindi della conseguente chance «di rendersi aggiudicatario dell’intero appalto o di una sua parte». Non se ne farà nulla. Così come tramonterà, e siamo nel novembre scorso, l’idea, ventilata da Palmieri, di concorrere alla gara per aggiudicarsi «l’allestimento delle cabine elettorali, all’interno dei seggi scolastici, in vista del referendum indetto per il 4 dicembre». Il 16 novembre, il progetto naufraga: Palmieri comunica a Micelotta che l’appalto è stato assegnato 10 giorni prima, rassicurandolo però sull’esistenza «di numerosi altri affidamenti pubblici in ponte».

L’organizzazione si muove su più tavoli. Lo stesso giorno, infatti, Politi, Micelotta ed Elia incontrano Angelo Antonio Di Lauro, consigliere comunale di Cinisello Balsamo: nel corso della riunione, risulta dalle carte, Micelotta parla «della realizzazione di un centro sportivo, all’interno di un’area di proprietà privata, sulla quale insisteva una villa circondata da un parco». Arriva il 2017, e il ritmo delle riunioni si fa incalzante, specie dopo aver ottenuto l’appalto dal Comune coi buoni uffici della funzionaria Giovanna Afrone. Il 7 marzo, Palmieri e Micelotta parlano di una dritta – non si sa quanto veritiera – ch sarebbe arrivata da Alberto Di Cataldo, direttore Area promozione sviluppo della Città metropolitana, su un appalto «avente ad oggetto i servizi di pulizia del ristorante-discoteca situato all’interno dell’Idroscalo». Il 12 aprile, Palmieri riferisce a Micelotta di aver saputo da un dirigente di Palazzo Marino (non Afrone) del progetto di riqualificazione dei quartieri periferici, da Corvetto a Giambellino. Piatto ricco: 120 milioni già stanziati, «fermi restando i futuri stanziamenti ulteriori per un totale di poco superiore a 300 milioni». Piatto salvato dagli appetiti dei clan.