Milano, 28 dicembre 2017 - Un colpo di sonno, forse. O magari un guasto tecnico. Ma non è esclusa anche l’alterazione delle condizioni, per qualche bicchiere di troppo o altre sostanze dannose. Solo gli accertamenti dei prossimi giorni potranno dare il responso. I carabinieri della compagnia di Desio stanno indagando a 360 gradi per accertare come mai, all’improvviso, Victor Andronic, nella notte tra martedì e mercoledì, abbia perso il controllo della sua auto, andando a scontrarsi frontalmente con un’altra. E perdendo la vita, in ospedale, circa un’ora e mezza più tardi.

Siamo a Paderno Dugnano, intorno alle 22.30, quando il 29enne, originario della Moldavia, è al volante della sua Suzuki Alto. Accanto a sè un cugino, di 23 anni. Sta percorrendo via San Martino, la strada che collega Paderno con Varedo, dove abita. Piove l’asfalto è bagnato. A un certo punto, perde il controllo della vettura e invade la corsia di marcia opposta. Da dove sopraggiunge la Opel Corsa condotta da un 26enne di Bovisio Masciago: il giovane si vede l’ostacolo puntare contro, sterza immediatamente ma non riesce a evitare l’impatto. Che è violento. La Suzuki prende il marciapiede e si ribalta più volte su se stessa. Vengono chiamati immediatamente i soccorsi.

Sul posto è un tourbillon di sirene, delle ambulanze, dei vigili del fuoco e dei carabinieri. I due più giovani, per fortuna, ne escono praticamente illesi: solo qualche botta e una grande paura. Le preoccupazioni sono tutte per il 29enne moldavo, che rimane incastrato tra le lamiere. Quando i vigili del fuoco riescono a tirarlo fuori, le sue condizioni appaiono subito molto serie: viene trasportato d’urgenza al Niguarda, dove viene messo sotto i ferri. Intorno a mezzanotte, però, i medici non possono fare altro che alzare bandiera bianca: schock emorragico. I due giovani illesi vengono sottoposti agli accertamenti e risultano non aver nè bevuto alcolici nè assunto sostanze stupefacenti. Analogo esame sarà fatto sulla vittima. I soccorsi sono durati a lungo, impedendo la circolazione sull’importante arteria per alcune ore.