Milano, 27 dicembre 2017 - Gualtiero Marchesi è morto il giorno di Santo Stefano. Era un cuoco, un Maestro e un uomo di cultura. Uno spirito libero, arguto e coraggioso che con la sua cucina, basata sulla materia, l’essenzialità e l’eleganza ha rivoluzionato la tradizione diventando un esempio per i futuri chef . I​ funerali si terranno venerdì 29 dicembre alle 11 nella Chiesa Santa Maria del Suffragio a Milano. Marchesi riposerà accanto ad Antonietta e ai suoi cari nel cimitero di San Zenone Po. ​Non fiori ma sostegno alla Fondazione Gualtiero Marchesi Banca Prossima, Filiale 5000, Milano  IBAN IT63M0335901600100000011633. Sarà possibile portare un saluto allo chef al Teatro Dal Verme di Milano, messo a disposizione del Comune, dove dalle 10 alle 20 di giovedì e dalle 9 alle 10 di venerdì resterà aperta la camera ardente.

"UNA STRADA CITTADINA" - C'è già chi ha proposto di dedicargli una strada cittadina, come Nicola Cesare Baldrighi, a nome del Consorzio Grana Padano, il prodotto Dop più consumato del mondo con oltre 4 milioni e 800 mila forme annue. "Milano dedichi una strada o un luogo pubblico a Gualtiero Marchesi come segno di gratitudine a un grande milanese, ambasciatore positivo e vincente della sua città, della Lombardia e più in generale dell'intero Paese a livello internazionale", ha detto Baldrighi. E ha aggiunto: "Il nostro appello è principalmente rivolto all'Amministrazione Comunale di Milano, città in cui Marchesi è nato e ha aperto il suo primo 'storico' ristorante. Ma è anche un invito che, declinato su iniziative o eventi, può essere colto da tutti coloro, noi compresi, che in Italia hanno beneficiato della spinta propulsiva 'inventata' dalla genialità di Gualtiero Marchesi. Il suo grande merito è stato quello di coniugare eccellenza e qualità a gusto e genuinità. Un modo d'agire che ogni giorno anche Grana Padano propone a tutti i consumatori".

"UN PREMIO O l'ATLANTE DEI PRODOTTI TIPICI" - Qualcuno ha sollevato anche la necessità di legare il suo nome a una scuola o a un progetto formativo per cuochi e chef, in una città che lui ha amato alla follia e dalla quale si è sentito ricambiato. "La morte di Gualtiero Marchesi è un grave lutto anche per Milano e la Lombardia, che sono sempre state al centro della vita professionale degli interessi del Maestro. Benché ovviamente famoso in tutto il mondo, Marchesi raggiunse le tre stelle Michelin col suo locale di via Bonvesin de la Riva, mentre dal 1993 si trasferì all'Albereta, nel cuore della Franciacorta lombarda. Ma non credo basti commemorarlo per quanto fatto in oltre mezzo secolo di storia professionale: sarebbe bello che Regione Lombardia istituisse il suo primo 'Premio di cucina Gualtiero Marchesi', nel quale sarebbe bello coinvolgere nella Direzione Scientifica sia i familiari che i colleghi più vicini a Marchesi, dal suo grande amico Ezio Santin di Cassinetta ai vari Cracco, Leemann e Lopriore, allievi del Maestro che oggi vivono e lavorano a Milano e in Lombardia. Sarebbe anche bello intitolargli l'Atlante dei prodotti tipici e tradizionali della Regione Lombardia, ossia il volume che racchiude informazioni dettagliate e aggiornate sui prodotti tradizionali e sui prodotti riconosciuti DOP e IGP, fiore all'occhiello della produzione agricola e gastronomica lombarda. Marchesi fu infatti sempre vicino ai Consorzi di produzione lombardi, dall'Oltrepo a Lodi passando per Brescia, Cremona e Mantova. E magari sarebbe bello che la prima cerimonia del Premio Marchesi si tenesse proprio in via Bonvesin de la Riva a Milano, dove Gualtiero Marchesi è entrato per sempre nella storia della cucina mondiale. Appena possibile, avanzerò la proposta al Consiglio Regionale", ha detto Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e capogruppo di FDI AN in Regione Lombardia. Una cosa è certa. Pochi personaggi hanno meritato e guadagnato la stima di Milano come Gualtiero Marchesi, maestro indiscusso della grande cucina italiana ma prima ancora, l’artista dei fornelli che è riuscito a trasformare la metropoli lombarda in un laboratorio di cultura culinaria oltre che in un atelier di formazione per un’intera generazione di nuovi star-chef come Cracco e Oldani, Berton e Knam. 

VISSANI: "DA LUI APOTEOSI DELLA CUCINA ITALIANA" - "Gualtiero Marchesi è stato il più grande di tutti. A noi cuochi ha dato lustro e quello che oggi sappiamo fare lo dobbiamo a lui": a dirlo è un altro Maestro della cucina italiana, Gianfranco Vissani. Secondo il quale quella dello chef milanese «è stata ed è tuttora l'apoteosi più bella della cucina italiana". "Benché non sia stato un suo allievo - ha affermato Vissani parlando di Marchesi - l'ho amato, è stato un uomo di grande valore e ricordare Gualtierino, come affettuosamente lo chiamavo, mi emoziona". Vissani ha raccontato come Marchesi non amasse molto la cucina post moderna. "Un solo tortellino o un solo pisello nel piatto non era roba per lui - ha sottolineato - e riteneva stupidaggini le varie cotture a basse temperature o l'uso dell'azoto. La sua cucina ha rispecchiato sempre quello che lui stesso era, vale a dire un uomo raffinato, di grandi principi e molto attento alla tradizione». Secondo Vissani l'Italia "deve molto" a Marchesi. "In termini di sviluppo e promozione della nostra cucina nel mondo - ha aggiunto - gli deve tutto". Vissani si è comunque detto sicuro che "la sua cucina non tramonterà mai". "Primo - ha concluso - perché sarà portata avanti dai suoi allievi e poi perché quella di Gualtiero Marchesi è stata ed è tuttora l'apoteosi più bella della cucina italiana".