Milano, 10 ottobre 2017 - È in corso dalla prime ore di oggi, nelle province di Milano, Monza Brianza, Bergamo, Chieti e Pavia, una vasta operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Milano, in esecuzione di un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e patrimoniali emessa dal gip del Tribunale di Monza nei confronti di 17 persone, tra i 21 e i 65 anni: 7 albanesi, 6 italiani, 1 marocchino, 1 egiziano, 1 rumeno e 1 bulgaro, tutti accusati di associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità e finalizzata alla commissione di furti, ricettazione e riciclaggio di autovetture di lusso.

L'indagine del Nucleo investigativo di Monza, coordinata dalla procura della Repubblica di Monza, nasce a seguito del ritrovamento, a marzo scorso, di 2 auto rubate, caricate su una bisarca e in procinto di essere trasferite. A fare la scoperta erano stati i carabinieri di Muggiò. I successivi approfondimenti hanno consentito di individuare un sodalizio criminale, operante prevalentemente nelle province di Milano e Monza e Brianza, composto per lo più da cittadini albanesi e italiani, con precisi ruoli affidati a ciascun componente, capace di rubare, smontare e sostituire i telai delle auto di lusso rubate, Bmw, Audi, Range Rover e Jaguar, che venivano poi rivendute sia in Italia che all'estero, in particolare in Germania, Albania e Montenegro. Le vetture, rubate in posteggi di hotel di lusso, in aree di sosta custodite e in posteggi dell'aeroporto internazionale di Milano Malpensa (Varese), venivano rubate con l'utilizzo di disturbatori 'Jammer' capaci di bloccare antifurti e gps, nascoste in box affittati sotto falso nome e con falsi documenti, smontate e spedite in pezzi con numeri di telai e centraline modificati, oppure rimontate su telai di auto incidentate acquistate a poco prezzo. Quindici le vetture sequestrate durante le indagini, partite nel marzo scorso, per un valore di un milione e settecentocinquanta mila euro. Il giro d'affari stimato per l'organizzazione era però presumibilmente superiore.

Dei 23 sono 17 i mezzi trovati anche nelle province di Ancona, Bari, Bergamo, Brescia, Como, Genova, Verona, oltre che in Albania, Germania e Montenegro. Nel corso dell'indagine erano già finite in manette 7 persone e altre 9 erano state denunciate a piede libero.