Varese, 22 luglio 2017 - Indebita compensazione di debiti erariali con crediti tributari fittizi ed emissione di fatturazioni per operazioni inesistenti, con l'aggravante di aver utilizzato il metodo mafioso. Questa l'accusa che ha portato all'arresto di sette persone, nell'indagine 'Security', condotta dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Varese e della Squadra Mobile della Questura di Milano. L'ordinanza è stata emessa dal gip del di Milano, su richiesta dai magistrati della Dda Ilda Boccassini e Paolo Storari. Gli arresti fanno seguito ad altri del 15 maggio scorso. Sono stati fatti approfondimenti su contatti che alcuni degli indagati avevano con un gruppo criminale di persone di origini pugliesi, da anni radicato in provincia di Milano.

L.A., E.M. e G.P., già coinvolti nell'inchiesta, avevano rapporti con il gruppo che faceva capo al pluripregiudicato cerignolese A.S.. Quest'ultimo, grazie al commercialista foggiano R.M.C. e altri tre tre liquidavano delle cooperative, in modo da non pagare i debiti erariali e previdenziali compensandoli con crediti fittizi e solo figurativi, mai, quindi maturati davvero. Quattro le società cooperative, nel settore della logistica e con sede amministrativa di fatto a Desio (Monza e Brianza) utilizzate. Il meccanismo prevedeva false fatturazioni emesse da una cooperativa, anch'essa riconducibile all'organizzazione criminale. L.A. risulta fare parte dell'organizzazione mafiosa dei 'Laudani'.

Di quasi cinque milioni l'evasione accertata e la Dda di Milano ha emesso un decreto di sequestro preventivo d'urgenza per questa somma nei confronti degli indagati. Un altro decreto ha riguardato il commercialista R.M.C., per 325mila euro, ritenuta il corrispettivo incassato dal professionista per la sua attività. I sequestri disposti dall'Autorità giudiziaria ed eseguiti nell'ambito dell'indagine 'Security', tra beni immobili, mobili e disponibilità finanziarie ammontano ora a quasi 6,7 milioni di euro.