Milano 30 ottobre 2017 -«Festa senza perdono», ma con polemiche, alla Statale. A convocare con tanto d’evento su Facebook la trash night «che si è tenuta venerdì sera nell’atrio di fronte all’aula magna» dell’università è stato il collettivo Dillinger Unimi, che «da anni, insieme ad altri soggetti non meglio identificati, organizza feste abusive, mediante occupazione dell’edificio storico di via Festa del Perdono», denuncia Riccardo Rogliani, rappresentante degli studenti della lista Unilab. Il suo è «un appello» alle istituzioni, contro una prassi che va in scena un paio di volte l’anno - a Carnevale, sotto Halloween come in questo caso, a volte a inizio estate. «Una sorta di discoteca improvvisata - continua lo studente -, con drink (e spesso ingresso) a pagamento e tanto di sicurezza, composta in genere dagli extracomunitari che di giorno vendono articoli lungo via Festa del Perdono e vengono assunti (non riusciamo a immaginare a che titolo e con quali tutele) e vestiti per fare da buttafuori. Com’è ovvio l’università non autorizza niente di tutto ciò e anzi, a quanto ci è dato sapere, il direttore generale e il rettore, ogni volta che vengono a sapere di questi eventi, avvisano immediatamente gli organi competenti, i quali tuttavia non intervengono mai». Dalla Statale confermano il modus operandi: il collettivo Dillinger, composto anche da iscritti, chiede uno spazio per la festa; il rettore lo nega; la festa si fa comunque, semplicemente fermandosi a oltranza in ateneo e aprendo le danze, con qualche centinaio di avventori altrimenti da sgomberare gettati oltre l’ostacolo.

«Ogni volta l’ateneo segnala la situazione e, di concerto col prefetto e le forze dell’ordine, cerca di gestirla, considerando che si tratta di eventi non violenti», spiegano dalla Statale. La soluzione è schierare le guardie giurate, col compito di vigilare e, alla fine, chiudere il portone. «Chi organizza la festa non si preoccupa del ripristino dei locali e non di rado danneggia proprietà dell’università, che usa soldi pubblici per riassettare e garantire una vaga sicurezza», attacca Rogliani. Tuttavia non accusa il rettore: «Da rappresentante e studente vedo un’università stanca e abbandonata dalle istituzioni che dovrebbero proteggerla». Ricorda «la solidarietà della politica locale» al collettivo Cuem sgomberato cinque anni fa dall’aula disabili, la Statale «costretta a trattare con un gruppo di liceali» per iniziare i lavori per uno studentato nello stabile occupato dal Lambretta tra settembre 2016 e febbraio 2017 «Una continua umiliazione dell’istituzione a vantaggio di persone che, travestite da organizzatori di eventi socioculturali, non fanno che privatizzare gli utili e collettivizzare parte dei costi - conclude lo studente -. Mentre le associazioni universitarie spesso si confrontano con impiegati puntigliosi che rendono l’organizzazione di un evento con invitati di spicco impresa epica. Il messaggio è allarmante: chi rispetta le regole viene penalizzato, i furbi regnano e incassano».