Milano, 5 giugno 2017 - Ergastolo per Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage e devastazione per avere provocato, il 12 giugno scorso, l'esplosione della palazzina in via Brioschi a Milano in cui morirono tre persone tra cui l'ex compagna. È la richiesta del pm Elio Ramondini al gup Chiara Valori durante il processo, che si svolge con rito abbreviato e a porte chiuse, che si è aperto questa mattina al Tribunale di Milano.

Nella sua requisitoria, il pm ha chiesto al giudice di non considerare la perizia in cui si conclude che l'uomo è affetto da vizio parziale di mente. Dopo l'arresto, infatti, nell'ammettere di aver provocato la deflagrazione Pellicanò raccontò che la sera prima della tragedia aveva preso degli psicofarmaci che gli avevano indotto "uno stato confusionale". La perizia disposta dal giudice con incidente probatorio ha concluso per la sua incapacità di mente solo parziale. Pellicanò, reo confesso, avrebbe agito per gelosia. Nel disastro morirono la sua ex compagna Micaela Masella e una coppia di fidanzati marchigiani vicini di casa, mentre le sue due figliolette rimasero gravemente ustionate. Tredici le parti civili ammesse dal giudice, tra cui i genitori e la sorella di Micaela, le due bambine ferite (rappresentate dagli avvocati Franco Rossi Galante e Antonella Calcaterra), i genitori dei due fidanzati marchigiani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi e il fratello della ragazza. 

"NON PROVIAMO RANCORE" - "Non proviamo rancore per nessuno. Ci fa una grande pena perchè per 25 anni abbiamo conosciuto una persona diversa da quella che poi è risultata essere. Ci ha portato via una figlia ma ce ne ha regalate due meravigliose. E anche lui sa quanto sono meravigliose le sue due bambine". Sono le parole della madre di Micaela Masella, l'insegnate di danza morta nell'esplosione della palazzina di Via Brioschi causata dall'ex compagno Giuseppe Pellicanò, per il quale oggi è stato chiesto l'ergastolo. La signora Renata con il marito Aldo, fuori dall'aula del processo a carico del pubblicitario e padre delle nipotine che si sono salvate per miracolo e che ora sono state loro affidate, ha aggiunto: "Stiamo facendo il possibile perchè possano dimenticare. Stiamo cercando di portarle fuori - ha detto il nonno - da questo ricordo molto brutto". I coniugi Masella hanno chiesto un risarcimento complessivo di 700 mila euro, mentre il papà di Riccardo Maglianesi, il giovane marchigiano anche lui morto assieme ala fidanzata Chiara Magnamassa, ha chiesto mezzo milione di euro.