Milano, 15 giugno 2016 - Lacrime e silenzio. Trecento persone hanno partecipato ieri sera alla veglia di preghiera per le vittime della tragedia di via Brioschi, organizzata nella chiesa parrocchiale dei Santi Quattro Evangelisti di via Pezzotti, a poche decine di metri dalla palazzina sventrata. Un momento di raccoglimento «per esprimere sentimenti come dolore e senso di oppressione» ma anche «per cercare uno sguardo di fiducia verso il Padre, che non ci viene spontaneo, che dobbiamo chiedere al Signore», ha sottolineato il parroco, don Sergio Terribile. Presente il vicario del vescovo, Monsignor Carlo Faccendini. «Siamo qui perché sentiamo il desiderio di pregare. Questa celebrazione non risolve il problema del dolore e della morte. Ci lascia con le lacrime, con le ferite nel cuore e nella mente. Però, ecco la forza, accende delle piccole luci, che ci aiutano ad andare un po’ più al di là della morte, di questo dramma. Come quando si cammina nel buio della notte: bastano anche piccole luci per andare avanti. E questa sera sentiamo di poter contare sulle luci, gli uni degli altri». Monsignor Faccendini ha letto il messaggio del cardinale Scola che «affida alla misericordia di Dio Padre tutti coloro che sono nella sofferenza e invoca la serenità e la pace per loro e per tutta la città».

Momenti di forte commozione quando ha preso la parola la mamma di Riccardo Maglianesi. «Non avrei mai immaginato tanta solidarietà e affetto – ha detto, parlando anche a nome dei genitori di Chiara –. Mio figlio chiamava spesso e diceva che qui a Milano si trovava molto bene. Lunedì avrebbe iniziato a lavorare alla Banca Intesa. Chiara aveva già trovato un impiego da uno stilista. Erano venuti per raggiungere degli obiettivi. Si amavano, erano uniti nella vita, lo saranno per sempre nella morte». La mamma di Riccardo non sapeva della veglia, è arrivata per caso, è rimasta senza parola. «Domani arriverà il momento più duro, quello dell’autopsia – ha ricordato –. Non avrei mai immaginato un dolore così devastante, che prende il cuore e l’anima. Vi abbraccio». Tutti i presenti si sono alzati, sciogliendo la commozione in un applauso.