Milano, 9 marzo 2017  - Interrogato questa mattina, Giuseppe Pellicanó, il pubblicitario che nel giugno scorso ha fatto esplodere la palazzina dove abitava con la famiglia in via Brioschi a Milano manomettendo la conduttura del gas, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al pm Elio Ramondini.

Nella deflagrazione sono morti la ex compagna di Pellicanó, Micaela Masella, e una coppia di vicini di casa. Le figlie del pubblicitario, che ora sono affidate ai nonni materni, hanno riportato ustioni gravi. Pellicanó è indagato per strage ed è detenuto nel carcere di San Vittore dal luglio scorso. Una perizia psichiatrica, i cui risultati sono stati cristallizzati con la formula dell'incidente probatorio, ha stabilito che al momento dello scoppio Pellicanó era affetto da semi infermità mentale. L'uomo aveva ammesso che nel mese di giugno scorso stava assumendo dei farmaci e che era in una condizione di forte stress perché la ex compagna gli aveva annunciato che intendeva lasciarlo e di andare a vivere con il suo nuovo compagno. I periti nominati dal Tribunale, però, hanno stabilito che Pellicanó è capace di stare in giudizio e hanno sottolineato la sua pericolosità sociale.