Milano, 27 gennaio 2017  -  "Vizio parziale di mente". E' questo quanto accertato dalla perizia psichiatrica su Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage che, nella notte tra l'11 e il 12 giugno scorso, ha svitato il tubo del gas nel suo appartamento causando un' esplosione che ha ucciso l'ex compagna, una coppia di giovani vicini e ha ferito le sue due figlie.  Non si tratta di un'incapacità totale di intendere e di volere ma il vizio parziale, se riconosciuto nel processo, può portare a uno sconto sulla pena.

Lo scorso settembre, il gip Giusi Barbara, accogliendo la richiesta di perizia psichiatrica del pm Elio Ramondini per valutare la capacità di intendere e di volere dell'indagato (il procedimento è ancora in fase di indagini), aveva dato due mesi di tempo alla professoressa di Criminologia Isabella Merzagora e allo psichiatra Franco Martelli per effettuare la perizia. Perizia che è stata, poi, 'ampliatà, a metà novembre scorso, anche con l'ingresso nel collegio peritale di un neurologo. Pellicanò, tra l'altro, ha già confessato davanti al gip, dopo l'arresto del 1 luglio scorso, di aver svitato il tubo del gas causando l' esplosione nella palazzina di via Brioschi.

L'uomo, difeso dai legali Giorgio Perroni e Francesco Giovannini, nel suo interrogatorio, però, aveva anche spiegato di ricordare quello che aveva fatto solo per fotogrammi, anche a causa degli «psicofarmaci» contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente, lui che sarebbe stato affetto anche da una forma di depressione, dopo la separazione dalla compagna, Micaela Masella, che frequentava un'altra persona. Pellicanò, però, continuava a vivere nella casa con lei e le due bambine. La perizia è stata depositata oggi e sarà discussa davanti al gip Barbara il prossimo 24 febbraio. Oltre a quelli di Pellicanò, infatti, anche i legali dei familiari di Masella, gli avvocati Franco Rossi Galante e Antonella Calcaterra, hanno nominato consulenti per seguire la perizia. Così come gli avvocati delle famiglie dei giovani fidanzati marchigiani, Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, anche loro uccisi dalla deflagrazione.

Se il vizio parziale di mente verrà riconosciuto dal giudice, sulla base della perizia, anche nel processo che ci sarà (presumibilmente con rito abbreviato, che già prevede lo sconto di un terzo in caso di condanna), la pena di Pellicanò verrà attenuata. Il riconoscimento dell'incapacità totale di intendere e di volere (non accertata nelle perizia da poco depositata), invece, porterebbe ad un'assoluzione.