Milano, 15 novembre 2016 - Sarà nominato anche un neurologo, nell'ambito della perizia psichiatrica, già affidata ad una criminologa e ad uno psichiatra, per valutare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti di Giuseppe Pellicanò, il pubblicitario accusato di strage che, nella notte tra l'11 e il 12 giugno scorso, ha svitato il tubo del gas a casa. Appartamento dove viveva con le figlie, rimaste gravemente ustionate, e con la ex compagna Micaela Masella, poi morta come altri due giovani vicini di casa per l'esplosione della palazzina di via Brioschi, a Milano. Lo scorso settembre, il gip Giusi Barbara aveva dato due mesi di tempo alla professoressa di Criminologia Isabella Merzagora e allo psichiatra Franco Martelli per effettuare la perizia. Il termine è scaduto due giorni fa, ma lo stesso giudice ha deciso di fissare un'altra udienza per il 30 novembre prossimo per affidare l'incarico ad un neurologo che dovrà partecipare ai lavori peritali, che sono stati prorogati.

A chiedere al gip la perizia psichiatrica era stato lo stesso pm Elio Ramondini, titolare dell'inchiesta che ha portato in carcere Pellicanò, lo scorso 1 luglio. Anche i legali dei familiari di Masella, gli avvocati Franco Rossi Galante e Antonella Calcaterra, hanno nominato dei loro consulenti per seguire la perizia. Così come gli avvocati delle famiglie dei giovani fidanzati marchigiani Chiara Magnamassa e Riccardo Maglianesi, anche loro uccisi dalla deflagrazione. Un'udienza per la discussione sulla perizia era stata già fissata per il 10 gennaio prossimo. Pellicanò ha già confessato davanti al gip di aver svitato il tubo del gas causando l'esplosione. L'uomo nel suo interrogatorio, però, ha spiegato di ricordare quello che ha fatto solo per fotogrammi a causa degli 'psicofarmaci' contro ansia e insonnia che prendeva abitualmente.