Milano, 19 maggio 2017 - Corsa in salita per conquistare Ema, l’Agenzia del farmaco al centro di un’ambita contesa fra le principali capitali europee dopo la Brexit. Agguerrite competitor Amsterdam, Copenaghen, con Vienna che sembra la favorita più per «ragioni politiche» che logistiche, infrastrutturali e di indotto. Quindi un osso duro. L’Italia ha però tutte le carte in regola per farcela, «Milano è nel top delle città europee», dice Enzo Moavero Milanesi, delegato dalla presidenza del Consiglio dei ministri per seguire la candidatura. Primo fra tutte funziona «il gioco di squadra» che ieri è andato in scena con il governatore della Lombardia Roberto Maroni che ha fatto gli onori di casa accogliendo la delegazione di Ema giunta per il sopralluogo al Pirellone. E poi la «presentazione efficace» dei servizi e delle infrastrutture da parte del sindaco Beppe Sala.

Punti di forza  di Milano sono i trasporti, la buona qualità della vita, le «sedi di cultura e attrazione turistica», «una diffusa presenza di scuole internazionali», come ad esempio la Scuola europea di Varese. Una città «baricentrica e eliocentrica», connessa con il centro dell’Europa con uno degli hub più connessi. «Quello che ci interessa è aver presentato un’offerta eccellente e un pacchetto competitivo», ha spiegato Moavero Milanesi che ha anche aggiunto come «in un Paese come il nostro che deve tornare a crescere a ritmi sostenuti bisogna attrarre capitali stranieri e questa è un’occasione per far capire che a Milano si può investire». C’è poi il discorso della struttura. Aver messo a disposizione un palazzo pubblico come il Pirelli è un altro punto di forza nel dossier italiano. L’ha sottolineato anche il governatore precisando che «è la sede ideale, facilmente modificabile negli assetti degli spazi, con uffici e sale riunioni a seconda delle esigenze di Ema.

La decisione finale sarà presa ad ottobre, al massimo a dicembre e l’Ema dovrà spostarsi tra marzo e aprile 2019. Noi abbiamo garantito che in questo lasso di tempo possiamo fare tutto ciò che serve attraverso le strutture della Regione, con il contributo del Governo, per sistemare palazzo Pirelli come desiderano». A giudicare dalle molte domande che sono state fatte nel corso della visita - che si è snodata fra alcuni dei trenta piani dello splendido edificio firmato da Giò Ponti - dalla delegazione londinese di ispettori, «vuol dire che c’è molto interesse», ammette Maroni. «La nostra candidatura è coerente rispetto anche a tutto ciò che stiamo facendo nel campo della salute e dell’innovazione con Human Technopole». Da qui a dire che la partita è vinta ce ne vuole, ammonisce il presidente del Consiglio Raffaele Cattaneo che ha chiesto di «trovare nel più breve tempo possibile una soluzione adatta per il consiglio regionale». «C’è il passo intermedio della definizione della short list», fa notare Sala, «ma stiamo facendo di tutto per vincere». La presentazione «è stata competitiva», insiste un Maroni «molto ottimista». Ce la faremo a spuntarla? Per il sindaco «è inutile fare previsioni, riteniamo di aver svolto il lavoro in maniera positiva. Adesso bisogna vincere». E non resta che attendere la decisione che sarà presa dal Consiglio europeo all’unanimità.