Milano, 29 luglio 2014 - Si è chiusa così oggi nell’aula bunker davanti al carcere milanese di San Vittore la maxiudienza che vedeva alla sbarra quasi cento imputati per un presunto traffico di stupefacenti con legami con la ‘ndrangheta gestito da clan radicati, in particolare, nel quartiere milanese di Quarto Oggiaro. Più di 30 le condanne a pene fino a 20 anni di carcere, alcuni patteggiamenti e circa cinquanta le persone rinviate a giudizio. Il giudice, accogliendo la richiesta del pm Marcello Musso, titolare dell’indagine ribattezzata ‘Pavone 4’, ha condannato, tra gli altri, Giuseppe Muscatello a 20 anni di reclusione. Assolto, invece, Alessandro Crisafulli, fratello dello ‘storico' boss Biagio Crisafulli, mentre il pm aveva chiesto anche per lui 20 anni. Il pentito Luciano Nocera, nei mesi scorsi arrestato anche per un omicidio nel Comasco, è stato condannato a 4 anni di carcere con l’attenuante della collaborazione.

Le prime due condanne nell’ambito dell’inchiesta (fino a 16 anni di carcere) erano già arrivate lo scorso maggio davanti al gup Alfonsa Ferraro. Oggi il gup ha decretato la prescrizione per alcuni fatti e ha mandato anche a processo, davanti alla settima sezione penale, circa 50 imputati che non avevano scelto l’abbreviato, riconoscendo, in sostanza, il quadro accusatorio alla base delle indagini. Gli imputati erano stati arrestati in varie tranche negli ultimi anni in un’inchiesta, che vedeva al centro i clan Muscatello e Crisafulli, su un presunto traffico di cocaina gestito con legami con storiche famiglie della ‘ndrangheta. Alla gran parte degli imputati è stata contestata l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico con l’aggravante mafiosa.