Milano, 2 gennaio 2015 - «Un accendino lo avete da vendere? Stasera non ci basta senza accendino. Voi non ne fate uso?». Sergio è decisamente un “fuori quota”, nella notte di San Silvestro in via Toffetti. «Come ti vuoi sballare?», chiede al suo amico uscendo da un cespuglio nella strada piena di giovanissimi. A lui la fiamma non serve per accendere i petardi vietati dal Comune, ma per andarci più pesante. Cocaina, ketamina, speed, MdMa, marijuana: tanto propone il supermarket della droga a cielo aperto in questa via di stabilimenti e aree logistiche. Varietà insufficiente anche per un altro tipo “rasta” che non si perita di chiedere in giro: «Raga, avete oppio da sciogliere?».

A mezzanotte qualcuno lo accende un fumogeno ma il Capodanno e il rave nel capannone lì vicino sembrano solo dei pretesti. Bisogna “strafarsi” e a fare festa sono i pusher che mietono soldi. Si svolge tutto fuori dal locale, in un parcheggio distante e seminascosto dalle piante. Mezz’ora di ricerca in strada e anche noi ci ritroviamo con un po’ di “bamba”, cioè coca, ed “Md”, metanfetamina, in cambio di 60 euro. Intanto, lì a due passi, i ragazzini provano già di tutto. Dietro a un muretto un adolescente, avrà al massimo 16 anni, sta sniffando da una boccetta. «Hai Md?». «No, ho la keta. Il mio amico te la dà, vai al furgone beige». È stato interrotto e non ci accompagna al furgone con targa tedesca. I più vengono dal Nord (Trento, Trieste, Tortona, Piacenza), molti dalla Francia. «Acid new year» è il nome della festa, «Winter tekno conspiracy» (Congiura techno invernale), il sottotitolo.

I primi entrano a mezzanotte. Saranno circa 250, ma potevano essere di più se mercoledì non fosse nato un giallo su Facebook sulla location. L’organizzatore annunciava che «la polizia amministrativa ha messo sotto sequestro preventivo la sala che dovevamo usare per la festa». Compaiono un “post”, una foto e un numero di cellulare. Gli indizi portano a un locale di Paderno Dugnano e uno in via Corelli. Ma le tracce non bastano e dopo alcune telefonate risponde una voce giovane. Il via libera c’è: «Festa confermata in via Toffetti». Arrivati al cancello nero c’è davvero un cartello di sequestro della municipale. Qualcuno lo rimuove ma resta su altri ingressi. Varie sale dello stabile erano state già chiuse in settimana.

In attesa dell’apertura molti cercano qualcosa lì attorno. In realtà è la cocaina a trovare noi, mentre a pochi passi dei 18enni “tirano” in macchina. «Raga, serve bamba?», è la domanda a bruciapelo di un coetaneo dinoccolato, cappellino da ribaldo sul capo. «Sì, quanto hai?». «Uno “zeroquattro”, 40 euro». Ma come: neanche un grammo? «È un ‘intero’, normale. Quanti ne vuoi?”. Travolti dallo slang optiamo per uno. Ci arriva un fiocchetto di carta opaca, con una pallina di sostanza granulosa all’interno. «Sono dentro, se ne vuoi ancora mi trovi lì». Pochi istanti e incrociamo Sergio nella sua febbrile ricerca di metanfetamina: «Non ne ho, la sto cercando. Facciamo una ‘colla’ 15-15 e ce la dividiamo insieme?». Si va. Aggancia un ragazzotto romano, vestito da “gabber”, accanto a un’auto. Look aggressivo, fare socievole.

Siamo agli sgoccioli e quasi tutti sono nel capannone. Il romano propone una “cala” a 30 euro. Sergio non si fida e assaggia cristalli sgranati dalla pasticca, poi li ficca in bocca al compagno e invita: «Assaggia anche tu». No, grazie, risponde il cronista. Ma per lui non funziona. «Costa troppo, sono abituato alle paste. Altra storia. Non possiamo dividerci in quattro questa roba». «Regà, è l’ultima rimasta – ribatte il pusher –. Volete dire che sto a fregà tutti?». Tocca a noi: «Se la fai a 20 euro te la prendiamo». Sconto e affare fatto. La pasticca è sbriciolata ma tanto andrà disciolta in una bottiglietta d’acqua. «Allora se te piace io sto qui fuori, ho anche fumo e speed». Va bene, ciao. Per Sergio e i suoi amici comincia lo sballo. Lontano da via Toffetti, nel Capodanno milanese 2016 esplodono gli ultimi fuochi d’artificio. Illegali.
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