Milano, 20 marzo 2017 - Dimissioni "irrevocabili" dalla presidenza dell'Arac, l'agenzia anti-anticorruzione istituita lo scorso anno dalla Regione Lombardia, da parte dell'ex magistrato Francesco Dettori. A quanto si è appreso, Dettori ha motivato la sua decisione "meditata" con una lettera al governatore Roberto Maroni e al presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, sottolineando il protrarsi di problemi di coordinamento, in particolare con l'ufficio regionale della prevenzione guidato da Maria Pia Redaelli.

Dettori era in carica da giugno e appena qualche giorno fa ha partecipato, nella sua veste di presidente dell'Arac, al ricordo dei 25 anni da Mani Pulite al Pio Albergo Trivulzio, insieme al presidente dell'Anac, Raffaele Cantone. Dettori nella lettera parla di un "ultimo inqualificabile comportamento" della dottoressa Redaelli, con l'annullamento all'ultimo minuto di una riunione, che lo avrebbe spinto alla riflessione sul suo ruolo di presidente dell'Arac. "Mi sono riservato il fine settimana - continua l'ex magistrato - per una decisione più meditata e non di mera indignata reazione. Gli ultimi sviluppi della vita di Arac caratterizzati dal ben noto strappo interno mi confermano, dopo attenta ponderazione, nella presente determinazione". "Peraltro, non ho apprezzato e non posso apprezzare la totale personale assenza dagli sviluppi della vicenda del presidente Maroni dopo l'incontro del 9 febbraio, nel contesto del quale era stato messo al corrente della situazione", prosegue. "La totale assenza e insensibilita' si sono protratte nelle settimane successive". Gia' il rapporto sui primi sei mesi di attività dell'Arac, diffuso a gennaio, dipingeva un quadro non limpido nei rapporti tra l'authority e Palazzo Lombardia. "Spesso gli organi direzionali - lamentava Dettori - non danno seguito a rilievi anche circostanziati formulati dagli organi di controllo e altre volte emergono gravi deviazioni dalla legalita' accertate da interventi diretti della magistratura su situazioni che erano sfuggite ai controlli interni". 

MARONI: "DISPIACIUTO, MA SOSTEGNO" - "Ho appreso con dispiacere delle dimissioni del presidente dell'Arac, Francesco Dettori, che ho incontrato anche di recente, insieme a Maria Dinatolo e Gianfranco Rebora e al quale non ho mai fatto mancare il mio sostegno e il sostegno della struttura regionale. Ho incontrato, separatamente, anche Giovanna Ceribelli e Sergio Arcuri. Purtroppo in Arac si era creata una grave frattura nei rapporti personali tra i suoi membri che ho anche cercato di ricomporre, nel rispetto dell'autonomia di cui gode l'agenzia, ma che evidentemente si e' rivelata insanabile. Come da Statuto, la prossima giunta provvedera' a designare il nuovo presidente". E' quanto ha dettoil presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, in merito alle dimissioni del presidente dell'Arac Francesco Dettori.

CATTANEO: "RAMMARICATO, MA RISPETTO" -  "Il Presidente dell'Arac Francesco Dettori mi ha comunicato le sue dimissioni irrevocabili. Ne prendo atto nel rispetto dell'autonomia assoluta di Arac e della scelta personale e me ne rammarico"
è il commento del Presidente del Consiglio regionale della Lombardia Raffaele Cattaneo. "Purtroppo l'esistenza di una frattura all'interno dei 5 componenti di Arac era già nota da tempo e credo abbia pesato nella scelta del Presidente Dettori. Erano note differenze di posizione all'interno dell'organo che da tempo non si riuniva col plenum dei componenti. Mi auguro dunque che questa sia anche l'occasione per un chiarimento tra i componenti e sulle modalità di azione. L'Arac è stata istituita, anche attraverso una votazione in Consiglio regionale, per rafforzare ancora di più la lotta contro l'illegalità e ogni forma di corruzione. Deve quindi funzionare al meglio, senza contrapposizioni e con il necessario equilibrio. Sono certo che il Presidente Maroni e la Giunta troveranno una soluzione positiva e rapida soprattutto nell'interesse dei cittadini lombardi" ha concluso Cattaneo.

PD: "FALLIMENTO DI MARONI" - "Nel pieno dell'ennesima bufera giudiziaria il presidente dell'agenzia anticorruzione se ne va con motivazioni che lasciano interdetti. E' il fallimento di Maroni, che mostra un misto di dilettantismo e di incapacita' di ripulire il sistema come promesso. Ora, oltre al caso di Finlombarda, Maroni deve chiarire anche le accuse rivoltegli dall'ex presidente di Arac".E' quanto hanno dichiarato Alessandro Alfieri ed Enrico Brambilla, segretario regionale e capogruppo al Pirellone del Partito Democratico in merito alle dimissioni del presidente dell'Arac Francesco Dettori. 

M5S: "ANTICORRUZIONE ABBANDONATA A SE STESSA" - Per Silvana Carcano, consigliere regionale del M5S Lombardia, "L'anticorruzione di Maroni non ha nemmeno un anno ed è già completamente abbandonata a se stessa. L'autorità, come da noi sempre dichiarato, non ha mai avuto gli strumenti per fare realmente attività di contrasto ai fenomeni corruttivi e portare trasparenza e legalità in Regione Lombardia. E non ha nemmeno garantito la giusta trasparenza che un ente anticorruzione dovrebbe garantire. In un ente anticorruzione deve esserci la grande forza e il coraggio di fare controlli approfonditi. L'anticorruzione è cosa seria. Facendo seriamente anticorruzione si fa anche antimafia. E la si fa con le persone giuste, i giusti strumenti e i giusti controlli. Dalla lettera di dimissioni si apprende addirittura che il lavoro di ARAC è stato ostacolato e che ci sarebbe una spaccatura interna. Su queste dimissioni Maroni ha responsabilità gravissime. Chi ostacolava cosa? Noi avevamo anticipato che ARAC sarebbe stata l'ennesima foglia di fico di Maroni, non c'è mai stata vera volontà politica in tema di anticorruzione. L'anticorruzione e la trasparenza sono, invece, nel DNA del M5S ".