Milano, 14 luglio 2017 - Da un lato la misura immediata, quella con la quale da sempre si pongono divieti: un’ordinanza che impedisce innanzitutto, ma non esclusivamente, l’uso del vetro anche in Darsena, come già succede in altre zone di ritrovo. Dall’altro un’idea che ancora provvedimento non è, una misura di prospettiva che punta a coinvolgere soprattutto i giovani e a sensibilizzarli al tema del divertimento responsabile premiando chi bada a non sporcare e a non far danni. L’una e l’altra originano dall’assessorato comunale alla Sicurezza. Con ordine, allora.

L’ordinanza appena varata da Palazzo Marino vieta da oggi e fino al 12 agosto di entrare e di aggirarsi in Darsena con bottiglie di vetro e lattine. Ma, segno dei tempi, non si potranno portare neppure le aste per i selfie. Messi al bando anche i fuochi artificiali e il commercio in forma itinerante. Nel dettaglio, tutti divieti sono scattati già dalle 00.01 di oggi e restano validi fino alle 00.01 del 13 agosto, nell’area della Darsena, compresa tra piazza XXIV Maggio, viale Gorizia, via Codara, piazzale Cantore e viale Giovanni D’Annunzio. Già, in divieti valgono 24 ore su 24. La messa al bando del vetro è già realtà in altre zone calde della movida come le Colonne di San Lorenzo e sui Navigli, vero. E i primi destinatari del messaggio sono gli esercenti, ai quali è consentita «la vendita delle bevande previa spillatura o mescita in contenitori di carta o plastica». «Si tratta di un provvedimento rinnovabile – spiega l’assessore comunale alla Sicurezza, Carmela Rozza – e continueremo fino a quando sarà necessario. Non c’è volontà punitiva, l’obiettivo di questa ordinanza è di far diventare un’abitudine quella di non introdurre bottiglie di vetro o lattine in Darsena, come di fatto è successo in altre aree dei Navigli dove, pur senza ordinanze, gli esercenti sono abituati a non vendere bottiglie di vetro e per chi consuma è normale bere le bibite nei bicchieri di plastica».

Ma non è tutto. Come anticipato, Rozza ha in animo di ricorrere anche ad un “sistema a premi” per garantire il decoro e la sicurezza delle zone di ritrovo. «L’idea – spiega l’assessore – è proporre una buona pratica per tutte le attività di somministrazione e vicinato, compresi i supermercati, per ridare valore al vetro e alla plastica, attraverso forme di premialità per i clienti che restituiscono la bottiglia di vetro o la bottiglia di plastica comprata nello stesso esercizio. Su quale sarà il tipo di premialità discuteremo con le associazioni dei commercianti – precisa la Rozza –. Posso immaginare che siano trattenute somme, magari 20 centesimi, che vengono ridati alla restituzione delle bottiglie o che siano offerti omaggi o sconti successivi, in base al tipo di esercizio commerciale. L’obiettivo – conclude l’assessore – è raggiungere zero bottiglie di vetro in giro per la città. I milanesi sono reattivi alle buone prassi, possiamo provare a reintrodurle. Ai giovani l’incentivo darebbe una spinta maggiore».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net