Milano, 12 agosto 2017 - E' un fenomeno in grande crescita. Sempre più persone decidono di condividere l’ambiente di lavoro, pagando l’affitto per un posto con scrivania, sedia e wireless. Il coworking sta prendendo sempre più piede e tanti locali si stanno specializzando per offrire soluzioni sempre più diverse. A Milano sono 63 i soggetti fornitori di spazi per il coworking iscritti all’albo delle strutture qualificate, 10 tra makerspace e fablab. Il primo è un luogo in cui le persone con interessi comuni possono incontrarsi, socializzare o collaborare; mentre il secondo è una sorta di piccola officina che offre servizi personalizzati di fabbricazione digitale. In totale si stima che ad offrire coworking siano ben 90 realtà, dislocate in particolare nel nord-ovest della città. Palazzo Marino ha deciso di continuare a puntare su questo servizio, mettendo a disposizione un bando da 370mila euro, per entrare nell’albo comunale, sia per le nuove iniziative che per quelle già partite da tempo ma che non hanno ancora usufruito di contributi.

Per entrare nella lista del Comune questi ambienti devono offrono più di dieci postazioni di lavoro, tecnologie condivise, spazi comuni e di socializzazione, oltre a zone ristoro e per la condivisione del tempo, di idee ed esperienze. «Le linee guida approvate - ha detto l’assessore alle Politiche per il Lavoro, attività produttive e commercio, Cristina Tajani - ci consentono di proseguire nel sostegno allo sviluppo delle forme innovative di lavoro e dell’economia della condivisone co-finanziando gli investimenti degli operatori che hanno deciso di aprire nuove sedi di coworking, makerspace e fablab». Ogni intervento è in cofinanziamento e il massimo erogabile dal Comune è di 20mila euro (10mila per le attività già avviati). Ci sono tanti modi di intendere il coworking: dallo spazio ipertecnologico di via Stefanardo da Vimercate, dedicato ai professionisti dell’informatica e dell’innovazione tecnologica, a quello di via Milazzo, dove si ritrova il mondo della comunicazione, con giornalisti, grafici e web designer. Ma c’è anche via Bramante, dove protagonista è la musica con un nuovo studio di registrazione attrezzato a disposizione di artisti e compositori. Spazio pure alle donne che vogliono conciliare carriera e vita familiare grazie alla struttura di via Simone d’Orsenigo, dove condividere il nido per i bambini e servizi vari, come la lavanderia o le consegne a domicilio.

I prezzi poi variano tantissimo. Alla libreria Open di viale Montenero, come ha spiegato Giorgio Fipaldini, «andiamo da 39 a 290 euro al mese in base ai servizi richiesti». Alla Worx, coworking della Cgil nei pressi del Tribunale, il prezzo è di circa 2.800 euro all’anno. Il responsabile di Worx, Stefano Daprile, sottolinea che vengono offerte «anche delle stanze singole, veri e propri uffici, e garantiamo anche assistenza fiscale assieme al coworking».