Milano, 16 luglio 2016 - Tre ragazzi stanno osservando gli agenti della polizia locale impegnati a controllare i documenti a due nordafricani. È da poco passata la mezzanotte di ieri, siamo all’angolo tra piazza XXV Aprile e corso Como, tempio - se ce n’è uno - della movida milanese. Il gruppetto di giovani, tra cui due fratelli di 27 e 28 anni che vivono in zona Baggio, indugia su quella scena per qualche secondo. Tanto da attirare l’attenzione di un altro ragazzo, italiano sui 25 anni, che forse ha voglia di attaccare briga: «Che c... guardate?», urla. I tre iniziano a seguirlo minacciosi, e pochi metri più avanti scatta il corpo a corpo: vola qualche schiaffo, poi il giovane accerchiato viene colpito da una bottigliata in testa. Il ferito stramazza al suolo, con la faccia coperta di sangue. L’intervento dei ghisa è immediato. Il ragazzo viene portato in gravi condizioni in ospedale: dichiarato fuori pericolo in mattinata, potrebbe essere dimesso già oggi. Pure lui, come i tre aggressori, è stato denunciato per rissa dai vigili urbani, che ora dovranno ricostruire con esattezza la dinamica: al vaglio le immagini delle telecamere che hanno ripreso il parapiglia.

Intanto riesplode la polemica sulla movida violenta in corso Como e dintorni. Smercio di droga a cielo aperto, nonostante i quasi quotidiani servizi anti-spaccio predisposti da carabinieri e poliziotti del commissariato Garibaldi-Venezia. E poi scippi e rapine all’uscita dalle discoteche di via de Tocqueville e lungo le stradine che conducono in piazza Gae Aulenti, all’ombra dei grattacieli di Porta Nuova. Il centrodestra tira in ballo prefetto e questore: «Vorremmo capire quando decideranno di intervenire, visto che il sindaco Sala e l’assessore Rozza risultano non pervenuti», attacca l’ex vicesindaco e consigliere regionale di FdI Riccardo De Corato. Inerzia smentita dal Comune: proprio la presenza dei ghisa in piazza XXV Aprile ha permesso di sedare la rissa in tempi rapidissimi, sottolinea Palazzo Marino. Dal canto suo, l’assessore alla Sicurezza Carmela Rozza si concentra su un altro aspetto: «A prescindere da queste aggressioni, che ritengo inaccettabili, vorrei fare una riflessione sull’utilizzo di bottiglie di vetro – scrive su Facebook –. La repressione non basta, nonostante la polizia locale sia fortemente impegnata nei luoghi della movida: serve più responsabilità da parte di tutti».