Milano, 21 marzo 2016 -  Era previsto per oggi ma è stato rinviato ai prossimi giorni l'incontro nel carcere milanese di San Vittore tra Alexander Boettcher e Martina Levato, i due giovani della cosiddetta banda dell'acido, e il loro bimbo, nato lo scorso Ferragosto e temporaneamente affidato a una 'casa famiglia' in attesa che si concluda il procedimento sull'adottabilità davanti al Tribunale per i minorenni di Milano.

Oggi, infatti, i due ormai ex amanti avrebbero dovuto incontrare assieme il figlio alla presenza dei consulenti tecnici (psichiatri) nominati dai giudici per stilare una relazione sulla loro capacità genitoriale per la fine del prossimo maggio. Uno dei consulenti, però, ha presentato un impedimento per malattia e l'incontro è stato aggiornato ai primi giorni di aprile. Lo scorso novembre, infatti, i giudici minorili hanno stabilito che è necessaria una "consulenza tecnica d'ufficio" su profili "psico-diagnostici" per stabilire l'eventuale capacità "genitoriale" di Boettcher e Levato e per valutare se i loro genitori, nonni del piccolo, hanno o meno una capacità "accuditiva". E hanno nominato due esperti: Cecilia Ragaini, neuropsichiatra e psicoterapeuta, e Simona Taccani, psichiatra e psicoanalista. 

Alla fine del procedimento, dopo il deposito della consulenza, i giudici, in ipotesi, potrebbero anche decidere di dichiarare il bimbo adottabile e di affidarlo subito, in vista dell'adozione, a una famiglia 'terza'. Domani, intanto, nel processo a Boettcher, già condannato con Martina a 14 anni per aver sfigurato Pietro Barbini e alla sbarra per gli altri blitz (a Levato sono già stati inflitti altri 16 anni), parlerà la difesa del broker e non si sa ancora se poi verrà emesso il verdetto o se ci sarà un rinvio ad altra data per la sentenza.