Milano, 10 agosto 2015 - No alla concessione degli arresti domiciliari per Martina Levatola studentessa già condannata con il compagno Alexander Boettcher, per l'aggressione con l'acido a Pietro Barbini e imputata per altri episodi in un secondo procedimento. E' quanto ha detto il pm Marcello Musso, opponendosi alla richiesta della difesa. La "pericolosità sociale" della giovane continua a prevalere agli occhi del magistrato, così come il rischio di inquinamento delle prove. Ma i giudici del tribunale del riesame hanno cinque giorni di tempo per decidere, il verdetto sulla richiesta arriverà nei prossimi giorni

Sarà invece il tribunale dei Minori ad occuparsi della sorte del bambino che Martina ha in grembo e che dovrebbe nascere tra qualche giorno, molto probabilmente a Ferragosto. Il caso apre non pochi interrogativi dal punto di vista giuridico. Tre le possibili ipotesi: lasciare il neonato alla madre, ponendo puerpera e figlio in una struttura alternativa al carcere come l'Icam; affidare il neonato nonni; dichiararlo "adottabile" e dunque affidarlo a una famiglia per l'adozione. Tuttavia questa
è una questione che si porrà in un secondo tempo rispetto a quella sulla quale devono decidere i giudici del Tribunale del Riesame, chiamati a pronunciarsi sul ricorso di Martina Levato contro una prima decisione del gip che le ha negato i
domiciliari. Il pm Musso ha insistito in particolare sul pericolo di inquinamento delle prove. La decisione che dovrà assumere il Tribunale dei Minori non è di quelle facili. In pratica i giudici sono chiamati a decidere quale futuro dovrà avere quel bimbo che sta per nascere, sapendo che - comunque sia - dovrà crescere con entrambi i genitori in carcere. Sia Martina Levato, sia Alex Boetrcher sono già stati condannati a 14 anni di reclusione. Gli stessi che, mentre lui era già nel grembo di sua madre, volevano sfigurare la gente perché temevano l'arrivo del diavolo? La decisione del Tribunale dei Minori nei prossimi giorni. Oggi Martina Levato non era presente in aula.