Milano, 6 ottobre  2016 -  Il Tribunale per i minorenni di Milano ha dichiarato "lo stato di adottabilità" del figlio di Martina Levato e Alexander Boettcher, i due giovani condannati per le aggressioni con l'acido. I giudici hanno anche stabilito la sospensione della responsabilità genitoriale di Alex e Martina e la "immediata sospensione" di ogni tipo di rapporto della coppia con il bimbo, nato a Ferragosto del 2015. 

Il tribunale ha disposto anche che "il minore adottando sia immediatamente collocato ai fini adottivi, a cura del Tutore", ossia il Comune di Milano, "presso famiglia scelta da questo Tribunale fra quelle idonee all'adozione". I giudici hanno accolto la richiesta del pm minorile Annamaria Fiorillo, dichiarando l'adottabilità del piccolo e sospendendo ogni rapporto tra il bimbo e Levato e Boettcher, in carcere dal dicembre 2014 e già condannati (la giovane a 16 e 12 anni e il broker a 23 e 14 anni) nei due processi sulle aggressioni con l'acido, scaturiti dall'inchiesta del pm Marcello Musso. Martina aveva chiesto di essere trasferita all'Istituto di custodia attenuata per madri detenute assieme al piccolo, mentre Boettcher aveva chiesto che il bimbo venisse affidato a sua madre. 

Martina Levato, attraverso il suo legale, l'avvocato Laura Cossar, presenterà ricorso in appello contro la sentenza del Tribunale per i minorenni. La difesa di Alexander Boettcher, invece, rappresentata dal legale Valeria Barbanti, valuterà dopo aver letto attentamente le motivazioni se presentare o meno impugnazione in secondo grado. Teoricamente, il procedimento potrebbe andare avanti fino in Cassazione, anche se la sentenza di adottabilità depositata oggi è esecutiva e il piccolo viene affidato da subito ad una famiglia adottiva. I giudici hanno escluso con la sentenza anche che il bambino potesse essere affidato ai nonni materni o alla nonna paterna. 

TRIBUNALE: INADEGUATEZZA DI ENTRAMBE LE FIGURE GENITORIALI - Va evidenziata - scrive il Tribunale per i minorenni nelle motivazioni della sentenza - "l'inadeguatezza di entrambe le figure genitoriali nel rapporto con il bambino, la grave patologia dei loro assetti personologici, la perversione che sottende il loro legame, l'assenza di un reale lavoro proficuamente elaborativo e maturativo effettuato dalla Levato". Per i giudici, l' "eventuale cambiamento" di Levato e Boettcher non può "avvenire in tempi compatibili con le pressanti esigenze evolutive del minore, che necessita con urgenza di essere inserito in un ambiente familiare stabile e sereno ove possa ricevere ogni tipo di cura finalizzata ad assicurargli una crescita sana ed equilibrata". La personalità "patologica" di Martina, tra l'altro, può costituire "grave pregiudizio". 

PM: FATTA GIUSTIZIA - "La consapevolezza della sofferenza umana che provoca tale decisione, non fa venire meno la soddisfazione per la decisione del Tribunale per i minorenni che ha fatto giustizia" ha detto il pm di Milano Marcello Musso commentando la decisione dei giudici. Il pm nel corso delle indagini ha da subito e più volte inviato gli atti al Tribunale per i minorenni che sono serviti nel procedimento di adottabilità. Lo stesso magistrato, il 17 agosto, due giorni dopo la nascita del piccolo, era andato a far visita al bimbo portandogli in regalo un paio di scarpette accompagnate da un biglietto con su scritto: "Con infinita tenerezza per un lungo cammino"