Milano, 13 luglio 2017 - La Corte d'appello di Milano ha confermato la condanna a 23 anni di carcere per Alexander Boettcher, il 32enne imputato per una serie di aggressioni con l'acido. I giudici hanno anche deciso la trasmissione in Procura di un verbale dell'ex amante di Martina Levato per una eventuale nuova inchiesta a carico del giovane per concorso nel tentativo di evirazione di Antonio Margarito. Nel marzo 2016, l'ex broker finanziario era stato ritenuto responsabile, in concorso con l'ex compagna Martina Levato, condannata in appello in un processo collegato a 20 anni di carcere, e con il complice Andrea Magnani, di avere sfigurato con lancio di acido Stefano Savi e di avere poi tentato di sfregiare allo stesso modo il fotografo Giuliano Carparelli. Savi era stato colpito per uno scambio di persona, mentre Carparelli era sfuggito all'agguato. Entrambi gli assalti avvennero a Milano nel novembre 2014. Boettcher e Levato vennero arrestati in flagranza di reato il 29 dicembre dello stesso anno, per avere gettato acido al giovane Pietro Barbini. Per questo episodio, Boettcher è già stato condannato in secondo grado a 14 anni di reclusione. I reati ora contestati a Boettcher sono lesioni gravissime e associazione per delinquere. 

La difesa di Alexander Boettcher aveva chiesto ai giudici di rinviare il procedimento a dopo il 26 settembre, quando si terrà l'udienza in Cassazione sul Caso Barbinì, per valutare la possibilità di un patteggiamento anche in continuazione tra il reato contestato in quel procedimento e quelli del processo milanese di secondo grado. La Corte, presieduta da Grazia Orsini, però, aveva bocciato l'istanza dei legali Corrado Limentani e Ermanno Gorpia. La difesa aveva avanzato l'istanza sulla base di un'innovazione legislativa sulla possibilità di patteggiare anche in appello e avevano chiesto di attendere di vedere se la condanna a 14 anni per l'aggressione a Pietro Barbini verrà confermata in Cassazione, per poi prendere in considerazione l'ipotesi di patteggiare a Milano. Istanza respinta assieme a quella di una nuova valutazione sulle lesioni a Stefano Savi.

Alexander Boettcher sperava in una "pena più bassa", ma sa bene che deve "espiare una pena" e ha dunque accettato la sentenza "con dignità". Così il legale Corrado Limentani, che assiste il broker assieme al collega Ermanno Gorpia, ha spiegato la reazione del giovane (rimasto impassibile in aula) alla conferma della condanna a 23 anni di carcere. Boettcher, ha chiarito l'avvocato, "era preparato a questa eventualità ma ha accettato la sentenza perché sa che deve espiare una pena". Il legale ha anche affermato che la decisione della Corte è stata "uno sbaglio" anche perché, come evidenziato nelle arringhe, Boettcher mesi fa, fuori dal processo e con una transazione, ha risarcito con milioni di euro le vittime dei blitz (Stefano Savi e Pietro Barbini, sfigurati, Giuliano Carparelli, che subì un tentativo di aggressione, e Antonio Margarito che subì un tentativo di evirazione). "Di questo i giudici dovevano tenere conto", ha detto il legale.