Milano, 23 maggio 2017 - Aggressioni con l'acido. E' stato il "positivo percorso evolutivo personale" di "resipiscenza" di Martina Levato, iniziato "durante il periodo di detenzione", a portare la Corte d'Appello di Milano a ridurre il cumulo di pene complessive per l'ex bocconiana che avrebbe fatto parte, assieme all'ex amante Alexander Boettcher e al presunto basista Andrea Magnani, della cosiddetta 'banda dell'acido'. Lo scrivono i giudici nelle motivazioni della sentenza con cui lo scorso 21 febbraio hanno condannato la giovane, arrestata nel dicembre 2014 nell'inchiesta del pm Marcello Musso, a 20 anni di carcere per tutti i blitz applicando la continuazione per i reati contestati.

Tre mesi fa la Corte, accogliendo una delle richieste del difensore, Alessandra Guarini, aveva messo assieme i 12 anni già inflitti a Levato, con rito abbreviato, per l'aggressione a Pietro Barbini, con la condanna di primo grado a 16 anni, sempre in abbreviato, per gli altri blitz (quelli ai danni di Stefano Savi, Giuliano Carparelli e Antonio Margarito): in base a un calcolo giuridico sono arrivati a 20 anni di pena. Confermata la condanna a 9 anni e 4 mesi per Magnani.

Nelle motivazioni i giudici chiariscono che se, da un lato, bisogna tenere conto della "estrema gravità dei fatti", della "notevole intensità del dolo" e del "movente riprovevole", dall'altro lato, va valutato per Martina "il positivo percorso evolutivo personale" iniziato dalla giovane, che ha ammesso le sue responsabilità (ha sempre negato solo il blitz contro Savi) e ha anche tirato in ballo Boettcher come il "regista" delle aggressioni. Sulla base di questo "percorso" la Corte ha deciso di "ridurre gli aumenti di pena per la continuazione" disposti in primo grado, stabilendo in 20 anni la pena "equa".

La Corte parla, infatti, di una "confessione sempre più ampia" da parte della ragazza. Tuttavia, si legge sempre nelle motivazioni, "anche a voler ammettere il ruolo dominante" di Boettcher "anche nella scelta delle vittime, sta di fatto che la Levato aveva prestato piena adesione ai propositi aberranti del compagno, indicando i nomi dei giovani coi quali aveva avuto effusioni sentimentali, e aveva poi partecipato alle aggressioni con la piena consapevolezza di ciò che stava facendo". Lo scorso 21 aprile i legali di Martina Levato avevano chiesto di annullare la sentenza di appello sull'adottabilità del figlio avuto con Boettcher e Martina denunciava: "Neanche Annamaria Franzoni trattata come me".