Milano, 11 ottobre 2017 - Un esposto alla Procura di Monza, alla quale la polizia, arrivata insieme ai carabinieri lunedì al palazzetto del volley per la protesta degli aspiranti infermieri, aveva già inviato una segnalazione. E un tour de force per recuperare lunedì prossimo, con due prove al posto di una: la mattina lo scritto saltato l’altro ieri; nel pomeriggio, dopo la correzione elettronica, la pratica e penultima prova (prima degli orali) per selezionare 23 infermieri - ma 11 posti sono riservati ai precari - da assumere a tempo indeterminato all’Asst Fatebenefratelli-Sacco.

sono le due mosse decise ieri in un vertice all’azienda socio-sanitaria territoriale più grande di Milano (quattro ospedali inclusi Buzzi e Macedonio Melloni), per far fronte al caos che l’ha costretta a invalidare la seconda prova del concorso pubblico per infermieri bandito quest’estate. Organizzato in trasferta a Monza per eccesso di candidati: domande arrivate da tutta Italia 4.588, accettate 4.563. In palio non ci sono solo i 23 contratti, ma una graduatoria che dura tre anni, alla quale attingere per le assunzioni future. Il 2 ottobre si sono presentati in 2.635 alla pre-selezione per “scremare” gli aspiranti sotto il limite dei 2.700: tutti passati dunque, ma già c’erano stati rallentamenti e proteste. Un problema di fotocopie, spiegano dall’ospedale: una volta selezionata la busta con la prova, le stampanti della società di cui l’Asst s’è avvalsa (per la sola stampa e lettura informatica dello scritto, gestendo in proprio l’organizzazione del concorso) erano lente, tanto che per lo scaglione del pomeriggio ne sono state portate altre da Milano. Un ritardo di un paio d’ore, la rabbia dei candidati lavoratori che s’erano incastrati coi turni. «Pessima organizzazione», protesta la voce narrante in un video pubblicato dal sito www.nurse24.it. Già, un video, perché i telefonini al palazzetto di Monza non sono stati ritirati. Nemmeno ai 2.508 che si sono presentati allo scritto lunedì, per quanto, assicurano dall’Asst Fatebenefratelli-Sacco, oltre ai vigilanti in pettorina sugli spalti non mancassero gli avvisi di spegnere gli smartphone. Non è bastato, visto che almeno un candidato avrebbe aperto la busta prima del via libera della commissione, fotografando e diffondendo le domande via whatsapp (la foto poi è finita su nurse24.it e altri siti «d’informazione infermieristica») con un telefono che poteva perciò tranquillamente collegarsi a internet per cercare le risposte. È l’irregolarità che ha causato prima la sospensione e poi l’annullamento della prova.

E il caos: gli infermieri hanno accerchiato la commissione, qualcuno ha chiamato le forze dell’ordine. Chi chiedeva di invalidare lo scritto, chi di aprire le tre buste tra le quali il testo era stato sorteggiato (in ciascuna due elaborati con le stesse domande in ordine diverso) per assicurarsi che non fossero tutti uguali. Controllo fatto e verbalizzato con un delegato dei candidati e i carabinieri, «le domande erano tutte diverse tranne una comune di normativa», spiegano dall’ospedale. Che per difendersi da possibili ricorsi non ha accolto la richiesta di altri aspiranti, arrivati da lontano pagando treni, aerei e alberghi, di ripetere la prova il giorno stesso. Ma ha deciso di recuperarla lunedì, quando erano già previste le prove pratiche.

L’altra decisione è l’esposto, per segnalare l’accaduto e in particolare l’uso proibito dei telefonini. Intanto c’è un altro fronte interno all’Asst: i sindacati hanno chiesto lumi alla direzione sul rinnovo degli interinali, 40 in scadenza nel solo Buzzi. L’ospedale precisa che sono 45, metà infermieri e il resto ostetriche e Oss. E che i contratti saranno rinnovati se la nuova graduatoria non sarà ancora pronta, o non ce ne saranno altre cui attingere in altri ospedali, come prevede la legge.