Milano, 30 novembre 2017 - Visioni urbane alla Orchard Road di Singapore, prospettive ottiche stile Wan Chai a Hong Kong ed evocazioni evidenti alla grandiosità del Canary Wharf di Londra. Le geometrie, gli scorci, i pieni e i vuoti, le linee orizzontali e quelle verticali. Niente di simile nel Belpaese, nemmeno a Porta Nuova che pure, giustamente, è diventata il nuovo skyline di Milano. E se i due grattacieli (pazzeschi) firmati da Arata Isozaki e Zaha Hadid non bastano, presto (entro due-tre anni) ce ne sarà pure un terzo (Tore Libeskind).

E da oggi, CityLife metterà sul tavolo il jolly: il più grande Shopping District d’Italia, un’esagerazione, nei numeri e nelle ambizioni, come del resto l’avevano voluto il Gruppo Generali che controlla CityLife e la società internazionale Somae Siera: un centinaio di store per shopping, ristorazione, tempo libero e intrattenimento, una galleria commerciale su 3 livelli progettata da Zaha Hadid Architects, l’ampia Piazza Tre Torri firmata da One Works. E una shopping street pedonale e open-air pensata dall’architetto Mauro Galantino, dentro un contenitore urbano già ricco di prestigiose residenze (da oltre 10mila euro al metro quadrato), un market (Carrefour) e un cinema – il CityLife Anteo – con 7 sale per 1.200 posti, perfino un ampio spazio del Centro diagnostico italiano per esami e prelievi, senza contare la presenza di brand blasonati, in alcuni casi inediti in Italia e nel vecchio Continente.

È il caso di Huawei, che ha scelto CityLife per il suo primo flasgship store europeo, ma anche della maison francese Habitat, di Democracy Design, dell’operatore di telefonia R-store Apple Premium Reseller e del marchio Nashi Argan (alla sua prima mondiale). Ieri il primo assaggio, alla presenza di Armando Borghi, Ceo di CityLife e di José Maria Robles, direttore Property Sponae Sierra Italia, anteprima nel cuore di un quartiere business e shopping che punta ad intercettare un’area di 700mila abitanti e a richiamare giornalmente decine di migliaia di persone, tenendo anche conto che, da soli, i 3 grattacieli (quelli attuali di Allianz e Generali, il terzo ancora da attribuire) occuperanno non meno di 9mila persone. Per non parlare della massiccia presenza di ristoranti e food-corner (si vocifera dell’apertura di un locale stellato) e del forte indotto occupazionale di uno shopping district che già al debutto impegna 580 assunti (per lo più a tempo indeterminato), con una previsione a regime di 800 posti, in buona parte provenienti dalle liste dei disoccupati. Per tanta apertura – quella odierna – il ricorso ai giochi serali di luce sulla Torre Hadid (fino al 3 dicembre) e le performance di artisti del momento.