Milano, 18 giugno 2017 - L'arrivo di un nuovo centro commerciale come occasione per creare un hub dei trasporti che unisca nel raggio di pochi chilometri ferrovia, metropolitana e aeroporto. Il centro commerciale in questione è il Westfield Milan che, a dispetto del nome, sorgerà a Segrate, per l’esattezza nell’area dell’ex dogana, e con i suoi 175mila metri quadrati di estensione sarà il più grande mall d’Italia. Non uno shopping center come altri, se è vero che al suo interno ospiterà, tra le oltre 300 insegne previste, anche il primo avamposto italiano delle storiche e pariginissime «Galeries Lafayette», pronte a occupare quattro piani e 18mila metri qudrati del nuovo mall. Particolare è anche l’area sulla quale svetterà il Westfield Milan: l’ex dogana si trova, infatti, a nord dell’Idroscalo, vicino all’aeroporto di Linate e vicino alla stazione ferroviaria di Segrate: l’area lamvbisce il fascio di binari sui quali corrono i treni delle linee S5 (Varese-Treviglio) ed S6 (Novara-Pioltello) del passante ferroviario, ma anche quelli dell’alta velocità ferroviaria, anche se questi ultimi non vi effettuano soste, a differenza dei primi.

Un connubio non ordinario che ha finito col rendere non ordinarie anche le richieste avanzate dalle istituzioni pubbliche alla nota catena australiana alla quale si deve il nome del nuovo centro commerciale e al gruppo Percassi, partner nel progetto. «Non ci siamo limitati a chiedere a Westfield e Percassi di realizzare con risorse proprie i parcheggi del nuovo mall, come avviene di solito – spiega Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità –. Abbiamo chiesto, invece, che si impegnassero in un progetto di più ampio respiro e di pubblico interesse: creare un hub dei trasporti, un grande nodo di interscambio tra mezzi diversi che migliori l’accessibilità alla città e la viabilità, in altre parole una nuova porta d’accesso a Milano, la cosidetta Porta Est, per andare a intercettare nuovi utenti al di fuori dai confini cittadini».

Un obiettivo che unisce Palazzo Marino, la Regione Lombardia e il Comune di Segrate. Un obiettivo che è stato messo nero su bianco in due diversi documenti: l’accordo di programma del 2009, sottoscritto da Palazzo Lombardia, amministrazione di Segrate e Westfield, e il successivo protocollo d’intesa, allargato al Comune di Milano e al Ministero dello Sviluppo Economico, che attribuisce proprio a Palazzo Marino il ruolo di capofila per l’ideazione della mobilità sull’area. Da qui il primo passaggio formale: la Giunta milanese ha appena incaricato Metropolitana Milanese di preparare uno studio di fattibilità per capire come creare l’hub. La finalità è collegare in modo efficace e in una sola rete di trasporto l’area ex dogana di Segrate e il centro commerciale, l’aeroporto di Linate e, quindi, la Metropolitana 4, che dal 2022 avrà proprio nel city airport uno dei due capolinea, e le linee ferroviarie che passano da Segrate, la S5 e la S6. Non solo: l’ambizione ultima è inserire nell’area una fermata dell’alta velocità (lungo la direttrice Milano-Venezia) sfruttando la stazione di Segrate o quella di Pioltello. Ora sta a Metropolitana Milanese capire come fare, analizzare i costi e i benefici di ogni scenario. Le risposte su come rendere questo progetto realtà, quanto tempo ci vorrà e su quanto occorrerà investire si avranno a maggio 2018.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net