Milano, 25 luglio 2016 - Non si fermano le indagini sulla morte di Carlotta Benusiglio. In mattinata Marco, il fidanzato della stilista, trovata morta il 31 maggio nei giardini pubblici di piazza Napoli, si è sottoposto volontariamente al prelievo del Dna. La sua traccia biologica verrà comparata con quelle trovate sul corpo della 37enne nel corso dell’autopsia, che ha non ha evidenziato lesioni, segni di violenza o tracce incompatibili con l’ipotesi del suicidio.

L’accertamento sarà importante per verificare se Carlotta, nelle ultime ore di vita, sia entrata in contatto con persone diverse rispetto al compagno. L’accertamento aiuterà anche gli inquirenti a fugare ogni dubbio su un eventuale coinvolgimento dell’uomo, che non è indagato, nella tragica fine della compagna.

Il corpo della 37enne è stato trovato, appoggiato al tronco di un albero, poco prima delle sette di mattina da una vicina che fa la dogsitter. I piedi toccavano terra e le ginocchia erano semi piegate. Il collo, però, era stretto da una sciarpa legata ad un ramo un paio di metri più in alto. La donna era stata anche l’ultima a vedere la stilista viva, la sera prima, mentre saliva a bordo della Mini Cooper di Marco con cui aveva trascorso la serata passando da un locale all’altro e bevendo molto. Poi era scoppiata l’ennesima, violenta, lite. Niente di nuovo per la coppia, come hanno raccontato i vicini e come testimonia la denunce che la donna aveva sporto contro il fidanzato. A quel punto, Marco ha raccontato di aver riaccompagnato la fidanzata vicino a casa e di aver preso un taxi. Il tassista che ha accompagnato fino al suo appartamento, però, non è ancora stato trovato.

Questo non è l’unico punto interrogativo del fascicolo, ancora senza indagati, aperto dai pm Alberto Nobili e Antonio Cristillo per istigazione al suicidio. Da quanto si è saputo, infatti, l’analisi del contenuto dei computer e dei telefoni della 37enne non è stato ancora completata. E ancora da chiarire sarebbero gli spostamenti della donna in piazza Napoli nei minuti precedenti la sua morte. Le telecamere di banche e negozi che si affacciano sulla piazza, infatti, la inquadrano mentre si dirige verso i giardini pubblici, ma non riprendono gli istanti in cui Carlotta avrebbe legato la sciarpa all’albero e non chiariscono se in quegli attimi fosse da sola o in compagnia di altre persone. Difficile per gli inquirenti, dunque, ricomporre tutte le tessere del mosaico.