Milano, 19 maggio 2017 – Giuseppe Sala  era stato chiaro: «Bisognerebbe veramente esaminare la possibilità di smantellare il cantiere di via Borgogna e ridare viabilità alla zona. In questi giorni ci lavoreremo». Così aveva dichiarato il sindaco il 13 aprile. Uno smantellamento solo temporaneo, aveva precisato il primo cittadino: «Non sto proponendo di cancellare il progetto perché questo porterebbe certamente al pagamento di penali e come amministrazione facciamo fatica ad affrontare il rischio di penali». Uno smantellamento temporaneo e indotto dalla sentenza, arrivata in quei giorni, con la quale il Consiglio di Stato ha imposto a Palazzo Marino di rifare da capo l’iter autorizzativo del cantiere e del parcheggio che da esso sorgerà. «Posto che i lavori non potranno partire per alcuni mesi, viste le ultime sentenze, penso sia saggio valutare con l’impresa l’ipotesi di riaprire la viabilità, temporaneamente. Non mi risulta – aveva concluso il sindaco – che il cantiere abbia portato l’area in una situazione tale da non poter riaprire».

Da quel giorno è passato un mese abbondante ma il cantiere è ancora lì, tutto intero, a pochi passi da piazza San Babila. Un intervento c’è stato, a dire il vero: «Abbiamo mandato ai costruttori un’ingiuzione per ovviare alle cattive condizioni igieniche e sanitarie nelle quali versava il cantiere e loro si sono attivati, l’area è stata ripulita» fa sapere Marco Granelli, assessore comunale alla Mobilità. Proprio su queste pagine si era documentato, attraverso le foto inviate da commercianti e residenti, come il cantiere fosse diventato dormitorio e latrina per senzatetto.

Ma il problema sollevato dal sindaco non è stato ancora risolto. Anzi, tra il Comune e l’impresa è in corso un braccio di ferro. «Prima di Pasqua – spiega Granelli – abbiamo chiesto alla ditta di smantellare il cantiere per il tempo necessario alla riprogettazione imposta dal Consiglio di Stato. Nei giorni successivi i responsabili dell’impresa ci hanno risposto ma la loro proposta è minima, propria minima –ripete l’assessore –. Prevedono una riduzione dell’area occupata dal cantiere di appena un metro lineare lungo la via. Troppo poco. Abbiamo inviato una seconda lettera con la quale abbiamo invitato l’impresa a dare un segnale diverso alla città, una lettera con la quale abbiamo fatto capire che sussiste un problema preciso, ovvero: in via Borgogna c’è un ingombro che oggi non ha ragione d’essere. Auspico che l’area sia liberata entro fine maggio» conclude Granelli. Andrea Musenga, avvocato della Borgogna Parking, la ditta incaricata di costruire il parcheggio, conferma: «L’impresa ha pensato ad un ripiegamento del cantiere, non al suo smantellamento».

giambattista.anastasio@ilgiorno.net