Milano, 4 ottobre 2017 -  È stato sottoposto a fermo dagli agenti della Squadra Mobile l'uomo bloccato ieri sera a Monza perché sospettato di aver molestato una bimba cinese di sei anni, lo scorso 11 settembre in via Bramante, nella Chinatown di  Milano. Il provvedimento è stato formalizzato questa mattina, mercoledì 4 ottobre. 

L'uomo è un italiano di circa 40 anni con precedenti risalenti al 2013 per tentata prostituzione minorile, atti osceni e corruzione di minorenne: era stato condannato dal tribunale di Milano e aveva scontato una pena in carcere. Si tratta della persona mostrata nei video e nelle fotografie diramati dalla Questura. Ieri i poliziotti avevano infatti diffuso il video e i fotogrammi, catturati da una telecamera in via Sarpi, in cui si vede nitidamente un uomo con i capelli biondi rasati, di carnagione chiara e le orecchie sporgenti, vestito con una maglietta nera a maniche lunghe, un jeans e scarpe nere. Rispetto a quelle immagini, risalenti a oltre una ventina di giorni fa, l'uomo si era fatto crescere la barba. Troppo poco, per sfuggire agli investigatori che lo hanno individuato nella sua abitazione di Monza. 

In casa, gli investigatori della Squadra mobile, coordinati dal pm Gianluca Prisco, hanno trovato, da quanto si è saputo, gli abiti che indossava durante l'aggressione. Decisiva per arrivare al fermo a Monza, dove l'uomo viveva, è stata una segnalazione dopo che ieri mattina la Questura di Milano ha diffuso le immagini, ricavate dalla telecamere di sorveglianza, del sospettato della violenza. Domani il pm inoltrerà al gip la richiesta di convalida del fermo e di misura cautelare in carcere per violenza sessuale per aver costretto la bimba a subire atti sessuali, aggravata dal fatto che la vittima ha meno di 10 anni e dalla recidiva specifica e reiterata. Non è stato interrogato alla presenza di un difensore e sarà sentito dal gip per la convalida non prima di dopodomani.

 

I PRECEDENTI - L'uomo, all'epoca operaio 37enne residente a Lodi ma originario di Monza, venne arrestato il 6 agosto 2012 nella sua abitazione dove viveva con una compagna con le accuse di induzione alla prostituzione minorile, atti osceni in presenza di minori, atti sessuali con minorenni e corruzione di minori, sempre con le aggravanti di aver agito nei confronti di minori di 14 anni. Per questi fatti è stato poi condannato con rito abbreviato nel 2013. Secondo le indagini che aveva svolto la polizia, sin dal 2008 agiva tra Milano, Lodi e Pieve Emanuele (Milano) adescando con peluche ragazzine avvicinate fuori da luoghi di aggregazione giovanile, come locali, scuole o oratori. Le faceva salire in auto e poi chiedeva prestazioni sessuali a volte promettendo soldi in cambio. A far partire le indagini era stata la denuncia del padre di una bambina di 11 anni avvicinata in un parco a Milano. L'ordinanza di custodia cautelare era stata firmata dal gip di Milano Gianfranco Criscione su richiesta del pm Giovanni Polizzi. Secondo l'accusa, l'uomo tentava di adescare le ragazzine, tra i 12 e i 14 anni, mentre era a bordo della sua Hunday, piena di peluche e con le tendine con disegnati i personaggi dei cartoon. Avvicinava le vittime chiedendo sempre indicazioni stradali per poi passare ai complimenti per cercare la loro fiducia. Quando, però, si accorgeva che le giovani si spaventavano - e fortunatamente il più delle volte scappavano - chiedeva scusa, cercava in qualche modo di tranquillizzarle e se ne andava. Da quanto si è saputo, l'uomo è stato anche in carcere a Bollate dove ha seguito un percorso psicoterapeutico specifico.