Milano, 21 aprile 2017 – La biblioteca del futuro non è poi così lontana: libri in prestito, zona «video game», giornali da sfogliare su mega schermi digitali e «inbook» artigianali, creati dai docenti su misura per guidare nell’apprendimento chi zoppica un po’. Stampanti digitali spuntano accanto agli intramontabili libri di carta. «Non ci siamo inventati nulla, la Future Library esiste già in tantissime delle nostre biblioteche e ve la mostriamo qui»: Laura Teruzzi è la coordinatrice del progetto che è sbarcato anche a Tempo di Libri, nei padiglioni della fiera dell’editoria.

La «Future Library», curata dal sistema bibliotecario milanese, ha messo radici per cinque giorni a Rho per offrire storie in prestito, ma anche per illustrare i servizi delle biblioteche. «Chi le conosce e le frequenta sa che dietro c’è un mondo - continua la referente del progetto -. Ma c’è anche chi ancora chiede: davvero posso prendere un libro senza pagare nulla e poi riportarlo quando l’ho letto? Biblioteche, queste sconosciute».

E pensare che Milano è una mosca bianca con le sue 1.301 biblioteche di pubblica lettura (il 27,3% di quelle nazionali) e 12.593 prestiti in media per ciascuna. È iscritto al prestito però solo l’8% dei milanesi, ovvero circa 242.800 persone. Il circuito ha messo così in mostra i suoi gioielli: «La gaming zone, per esempio, è già realtà nelle biblioteche Cassina Anna e Valvassori Peroni», continua Teruzzi. Si possono prendere in prestito giochi per diverse console, ci si può fermare per una partita da solo o con gli amici, si possono sfogliare libri su giochi e fumetti. I bibliotecari hanno creato una prima lista di giochi consigliati, secondo un catalogo ragionato a disposizione di genitori e insegnanti. Ci sono già i FabLab con gruppi di condivisione tecnologica, c’è l’Artoteca e pure un pianoforte.

A Tempo di libri il circuito di biblioteche milanesi domani ospiterà anche Sergio Serafini, bibliotecario nel comune di Amatrice, per «ricominciare dalla cultura» nelle zone terremotate. In fiera è stata lanciata ed è consultabile anche la «Biblioteca Digitale Lombarda» di Regione Lombardia: sono stati digitalizzate, grazie anche a finanziamenti europei, oltre due milioni di pagine, manoscritti, codici miniati, musica e periodici illustrati provenienti da venti istituti di conservazione, dal trecentesco «Taccuino di disegni» di Giovanni de’Grassi alla raccolta di «Arte Lombarda».