Milano, 25 agosto 2017 - In dieci hanno fronteggiato tecnici del Demanio e agenti della polizia locale. Titolari e dipendenti barricati nel locale: «Noi non usciamo di qui, vi state comportando male: non avete l’autorizzazione per fare questo». Alla fine, per evitare che la situazione degenerasse, i ghisa hanno desistito, non prima però di aver identificato tutti i presenti e di averli denunciati per l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio.

È l’ennesima puntata della guerra infinita sui barconi del Naviglio Pavese, dichiarati fuorilegge da una serie di sentenze dei giudici amministrativi e ormai prossimi allo smantellamento definitivo. Già lo scorso 9 agosto gli emissari del Comune si erano presentati in via Ascanio Sforza per sbarrare tutti gli ingressi della chiatta-ristorante: in quell’occasione, era stato un fabbro a montare le grate su ogni lato, a cominciare dalla banchina, per impedire l’accesso ai clienti in attesa della rimozione definitiva dei manufatti galleggianti. Peccato che qualcuno abbia rimosso quelle recinzioni, facendo tornare tutto com’era prima. Così nel primo pomeriggio di ieri i tecnici del Demanio e i vigili si sono ripresentanti all’angolo tra via Sforza e via Scoglio di Quarto per rifare l’operazione. Non ci sono riusciti, però. Sì, perché i gestori de «Il Barcone», il natante più vicino alla Darsena dei tre sotto sfratto, hanno impedito agli addetti di svolgere il proprio lavoro: «Ora ci incateniamo tutti qua, questo è il nostro lavoro e abbiamo anche la licenza», si sono sentiti ripetere i ghisa.

A quel punto, gli agenti della locale hanno preso atto della situazione potenzialmente pericolosa e hanno subito interrotto la procedura. Un’interruzione che rischia di costare cara a chi l’ha generata: tutti i presenti, fanno sapere da Palazzo Marino, sono stati identificati dai ghisa e denunciati per interruzione di pubblico servizio. Detto che il destino di quei barconi appare comunque segnato, adesso resta soltanto da capire in che modo si muoverà il Comune nei prossimi giorni: cioè se proverà ancora a «blindare» il barcone, magari con un maggiore spiegamento di forze, o se invece preferirà attendere le prime settimane di settembre, quando una ditta incaricata dal settore Demanio dovrebbe entrare in azione per smontare i natanti una volta per tutte, come fosse un vero e proprio sgombero. «Noi lavoriamo per far sì che tutti rispettino le regole – chiarisce l’assessore alla Sicurezza Rozza –. Quindi, nessuno deve sentirsi al di sopra della legge».