Milano, 5 ottobre 2017 - Non ha ammesso nulla. Ha fatto qualche accenno ai casi passati, ma non ha fiatato sull’aggressione dell’11 settembre in via Bramante. I poliziotti, però, non hanno dubbi: è lui il molestatore ripreso dalle telecamere di via Sarpi, è lui l’uomo che ha provato ad abusare di una bambina di 6 anni. Dopo una notte sotto torchio in Questura, ieri mattina Sergio Marziano, 42enne pregiudicato per reati sessuali su minori, è stato ufficialmente fermato dagli agenti della Squadra mobile, coordinati dal dirigente Lorenzo Bucossi e dalla vice Rita Fabretti; con ogni probabilità, già oggi il pm Gianluca Prisco, titolare del fascicolo, sentirà l’uomo, in vista della richiesta di convalida del provvedimento restrittivo da inoltrare al gip. A inchiodare il sospettato, secondo quanto emerge, il ritrovamento nel suo appartamento, nel quartiere San Fruttuoso di Monza, dei vestiti che indossava quel pomeriggio in zona Chinatown. Non se n’è disfatto. Forse li ha riposti in un cassetto, ripiegati e ben lavati. Come il resto della sua abitazione: modesta sì (anche perché l’ex operaio di una ditta di spurghi ora non aveva un lavoro fisso), ma contraddistinta da un ordine quasi maniacale nel posizionamento degli oggetti al suo interno.

ALltro particolare fondamentale: Marziano è stato condannato a 4 anni e 3 mesi di reclusione per tentata prostituzione minorile, atti osceni e corruzione di minorenni, tutti reati contestati in un unico procedimento penale che aveva coinvolto 6 studentesse di età compresa tra 12 e 14 anni. Un predatore seriale, rimesso in libertà nel gennaio 2016 dopo aver scontato la pena e aver pure completato un percorso psicoteraupetico specifico. Evidentemente inutile, visto il raid di via Bramante a poco meno di due anni dalla scarcerazione. Gli specialisti della Quarta sezione, che si occupano esclusivamente di casi che riguardano donne e minori, sono arrivati a quell’indirizzo grazie a una segnalazione. Una delle due – tra le tante giunte in Questura dopo la diffusione del volto di Marziano ripreso dagli occhi elettronici installati in zona Chinatown – ritenute degne di approfondimento e vagliate con particolare attenzione. Scartata la prima dopo averne verificato attendibilità e consistenza, ci si è concentrati sulla seconda, che alla fine si è rivelata quella decisiva per arrivare alla soluzione del caso. «Abbiamo la certezza che il fermato sia la stessa persona ripresa», confermano gli inquirenti.

Ed è la stessa persona, secondo quanto ricostruito dalle indagini, descritta con precisione dalla vittima, che quel pomeriggio riuscì a sfuggirgli mettendosi a urlare nel cortile dello stabile in cui vive con i genitori. A quel punto, Marziano – e in questo il modus operandi non si è discostato da quello adottato nei precedenti racchiusi tra 2008 e 2012 – è scappato, impaurito dalla reazione della piccola. Ovviamente, l’indagine della Mobile è tutt’altro che conclusa: come nel caso di Edgar Bianchi, entrato in azione in via Rubens, gli agenti andranno a ricercare gli episodi passati rimasti senza colpevole a caccia di possibili analogie con quello di Chinatown.