Milano, 10 novembre 2014 - Trentasei anni appena compiuti e una voglia matta di tornare a volare sul palcoscenico della Scala. A quasi tre anni dal licenziamento, ritenuto illegittimo due settimane fa dalla Corte d'appello sezione Lavoro del Tribunale di Milano, Mariafrancesca Garritano, in arte Mary Garret, è pronta a rientrare nel tempio della lirica. E a riannodare quel filo spezzato nel dicembre 2011.

Che periodo era quello? «Ero all'apice della mia carriera al Piermarini: appena promossa ballerina solista, a gennaio avrei dovuto debuttare come protagonista nel balletto Excelsior al teatro Bolshoi di Mosca».

E invece arrivarono prima la sospensione e poi il licenziamento per quelle dichiarazioni pubblicate dal settimanale britannico The Observer' sulla diffusione dei disturbi alimentari nel mondo della danza. «Sì, fu una mazzata terribile. Però non ho mai rinunciato a lottare per le mie ragioni. E alla fine ho vinto io».

Cos'ha fatto in questi due anni? «Ho tenuto sempre accesi i riflettori su un problema che mi sta molto a cuore: sono diventata socia onoraria di associazioni come Nutrimente', ho contributo a realizzare uno studio-pilota sulla nutrizione in un gruppo di danzatori classici. E poi ho ideato, insieme a tanti altri, il progetto Talenti in Danza', la prima scuola in Italia che mette a disposizione di insegnanti, genitori e baby allievi un team di psicologi e psichiatri».

Si è data da fare, insomma. Però il palco della Scala le è mancato, o no? «Certo, mi è mancato da morire: la Scala ha rappresentato e continua a rappresentare tantissimo nella mia vita. Però ho riscoperto il piacere di allenarmi con tranquillità: è stato come tornare a scuola, mi sono messa costantemente alla prova».

E ora? È pronta a rientrare? «Sono prontissima: dal 24 ottobre, il giorno della sentenza che ha ordinato alla Scala il mio immediato reintegro, sono a completa disposizione. Per ora non ho avuto alcuna notizia da via Filodrammatici, ma spero che la chiamata arrivi presto».

Cosa vuol dire avere trentasei anni per una ballerina? «Non mi sento vecchia, penso piuttosto di essere nel pieno della maturità. Non posso permettermi lo stile di vita di una ventenne, ma sono in grado di dare ancora molto al mondo della danza. Certo, quei due anni ...».

Due anni persi. «Forse, anzi quasi certamente, quei due anni non li recupererò più: il licenziamento è arrivato proprio sul più bello e sarà difficilissimo riprendermi il tempo andato. Però non mi sono mai abbattuta e non lo farò di certo adesso: sono contentissima di tornare alla Scala, che ho sempre considerato il mio teatro». Quanto è stato difficile andare avanti dopo la batosta del 2012? «Molto, anche perché gran parte del mondo della danza mi ha voltato le spalle. Senza contare le difficoltà a ricollocarsi: mi sono sentita dire che ero troppo qualificata per il ruolo che intendevo ricoprire o che non c'era posto per una ballerina solista...».

Ora quel posto c'è. Alla Scala.

di Nicola Palma