Milano, 30 luglio 2017 - "Ho paura all’idea che il mio aggressore sia libero e che possa farmi ancora del male». Paola Marioni, l’avvocatessa di 57 anni accoltellata, quasi a morte, nel suo studio in via dei Pellegrini, in zona Porta Romana, sta meglio e collabora alle indagini. Indagini complesse, perché quello che in un primo momento sembrava lo sfogo di rabbia di un cliente, appare ogni giorno di più come il piano organizzato da professionisti per tentare di uccidere la donna senza lasciare alcuna traccia. «Deandrese», il nome segnato nell’agenda della Marioni e ripetuto dalla donna ai soccorritori e ai poliziotti come il colpevole di tanta violenza, è un guscio vuoto. 

Gli investigatori, coordinati dal pm Giovanni Polizzi, stanno setacciando la vita della donna, single, diverse amicizie, una mamma anziana assistita da una badante bulgara. Nessun movente passionale, la pista seguita è quella della vendetta per questioni di lavoro. Specializzata in problemi condominiali e amministrazioni giudiziarie, materie spesso controverse che Paola Marioni trattava anche come membro dell’Organismo di conciliazione forense. I punti fermi, per ora, nel giallo del fantomatico «Deandrese» sono pochi: c’è sicuramente un mandante e c’è un esecutore, un uomo alto, pelato che con accento italiano ha vomitato tutto il suo disprezzo nel «così impari», mentre l’accoltellava. 

Almeno due i ricercati. E non si esclude che ci fosse anche una terza persona ad attendere il killer, qualcuno che faceva da palo e che abbia poi aspettato l’aggressore in auto o in scooter. Perché per ora dalle telecamere posizionate nelle vie limitrofe all’ufficio non si nota nessuno sconosciuto in fuga. Quello che è ormai certo è che il piano è stato studiato nei dettagli, preceduto da sopralluoghi e chi ha agito lo ha fatto con la massima cautela, scegliendo un orario in coda alla giornata, le 18,45. È stato attento a non essere ripreso dalle telecamere, attentissimo a non lasciare alcuna traccia importante, anche se la Scientifica ne ha isolata qualcuna attorno alle chiazze di sangue. Se però le tracce non appartengono a persona nota e schedata, non serviranno a mettere le indagini sulla strada giusta. Quindi la procura dovrà cominciare a riavvolgere i fili delle ultime frequentazioni lavorative della donna. Qualcuno a cui lei possa aver riservato, involontariamente, un trattamento ritenuto ingiusto. Qualcuno che ha perso denaro e ha voluto vendicarsi.