Milano, 30 ottobre 2017 - Scatta l'allarme aviaria a Milano. L'Autorità sulla sicurezza alimentare di Hong Kong (Cfs) ha annunciato il blocco immediato delle importazioni di pollame, tra carne e derivati, e uova dalla provincia di Milano a seguito dei casi di influenza aviaria registrati. Lo riferisce l'agenzia Nuova Cina. Un portavoce del Centro per la sicurezza alimentare ha dichiarato che nei primi nove mesi di quest'anno Hong Kong ha importato circa 1.300 tonnellate di carni di pollame congelate e 12.000 uova dall'Italia. "Il Cfs ha contattato le autorità italiane in merito alla questione e monitorerà attentamente le informazioni emesse dall'Oie sull'epidemia di influenza aviaria. Appropriate azioni saranno intraprese in risposta allo sviluppo della situazione", ha dichiarato il portavoce.

A seguito della notifica ricevuta dalla World Organization for Animal Health (Oie) sul focolaio altamente patogeno nell'area di Milano di influenza aviaria H5N8, il Center for Food Safety (Cfs) di Hong KOng ha disposto il blocco dell'import di carne di pollo, uova incluse. La sospensione, con effetto immediato, vuole tutelare la salute pubblica nell'ex colonia britannica. Un portavoce del Cfs ha spiegato che nei primi 9 mesi del 2017 Hong Kong ha importato dall'Italia circa 1.300 tonnellate di carne di pollo congelata e circa 12.000 uova. "Abbiamo contattato le autorità italiane sul caso e seguiremo con attenzione le informazioni sui focolai di influenza dell'aviaria», ha detto il portavoce, per il quale «saranno adottate tutte le azioni appropriate in risposta agli sviluppi della situazione». L'Autorità sulla sicurezza alimentare di Hong Kong ha già preso misure simili il 18 settembre per un altro caso di aviaria diffusosi nella provincia di Padova. 

Immediata, la risposta l'assessore all'Agricoltura Giovanni Fava, che assicura che in Lombardia la situazione dell' aviaria "pur sotto controllo grazie anche all'attività svolta dai servizi veterinari, è ancora critica".  In Lombardia un problema di aviaria "c'è da parecchi mesi - ha aggiunto l'assessore - e ci ha costretto a intervenire, così come c'è in Veneto e in Emilia-Romagna". Secondo Fava, comunque "il vero allarme in questo momento riguarda il tema delle risorse finanziarie per gli indennizzi, perché in altre regioni risultano già esaurite. Da noi ancora al momento no, ma sono comunque in fase di esaurimento. Servirà un intervento del ministero delle Politiche agricole, per rifinanziare tali attività ed evitare un corto circuito del sistema".