Milano, 6 dicembre 2017 - Deve scontare 13 anni e 11 mesi di carcere per un cumulo di pene in seguito ad una serie di reati tra cui un tentato omicidio. Per questo i carabinieri della stazione di Cernusco sul Naviglio hanno arrestato Loris Giuliano Grancini, considerato il capo ultras del gruppo dei Viking, tifoseria della Juventus a Milano. L'uomo, 44enne, è stato preso a casa sua, a Cernusco. L'accusa più grave è quella di aver sparato ad un tifoso avversario il 5 ottobre del 2016, in piazza Morbegno, zona viale Monza a Milano, tentando di ucciderlo. Il capo ultras era già stato destinatario di un Daspo di 4 anni per istigazione a delinquere, grazie ad una serie di elementi raccolti dalla Digos. Inoltre avrebbe pubblicato sui social insulti contro membri delle forze dell'ordine con tanto di nomi dei protagonisti.

Il capo dei Viking rischia un altro processo a Milano, assieme ad altri due tifosi della curva bianconera, per tentata estorsione. Stando ad un'inchiesta del pm Enrico Pavone, i tre avrebbero minacciato il titolare di una società milanese di eventi sportivi per costringerlo "a procurare loro biglietti" con una "corsia preferenziale" per le partite della Juve. Secondo l'accusa, il capo ultra, entrato nel punto vendita biglietti, assieme ad altri due tifosi (indagati), avrebbe detto: "Bello alto qui, sai come brucia facilmente?". Stando all'inchiesta, la prima condotta intimidatoria nei confronti del titolare del punto vendita sarebbe avvenuta a fine aprile del 2015 per la partita di Champions Juve-Real, dopo che la presunta vittima della tentata estorsione aveva dovuto annullare, per agioni tecniche, l'emissione di 250 biglietti.

I tre indagati sarebbero entrati nel locale per "ottenere" dall'uomo "i biglietti che erano stati erroneamente stampati" e poi annullati. Nel maggio scorso, Grancini si sarebbe presentato nel punto vendita per chiedere la "emissione" di biglietti per la partita Juve-Crotone per "certi personaggi calabresi di Corsico" e di fronte al diniego del titolare avrebbe risposto: "Vedi di farmeli recuperare, sbirro di m....". Sempre a maggio, infine, tutti e tre gli indagati avrebbero cercato di recuperare biglietti per la partita Roma-Juve, e  in quell'occasione Grancini avrebbe anche mimato "il gesto del caricamento di un'arma da fuoco".