Milano, 8 settembre 2017 - Oltre 5mila persone si sono riunite questa sera in Duomo a Milano per l'ultima celebrazione dell'arcivescovo Angelo Scola, che per sei anni ha guidato la Diocesi ambrosiana. Una lunga coda si è registrata all'esterno, soprattutto per le misure di sicurezza e i consueti controlli a persone e borse con i metal detector portatili. I fedeli hanno seguito la messa anche da piazza Duomo dove sono stati allestiti due maxi schermi. Al saluto di congedo del cardinale Scola hanno presenziato anche venti vescovi e oltre mille sacerdoti. Tra le autorità presenti il sindaco di Milano Giuseppe Sala, il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo, l'assessore all'Istruzione e Lavoro di Regione Lombardia Valentina Aprea, il prefetto Luciana Lamorgese e il questore Marcello Cardona.

"Ho avuto la fortuna di vivere il mio ministero in un momento in cui, al di là delle contraddizioni, dei conflitti e dei problemi che ancora attanagliano la nostra metropoli, ho potuto vedere non pochi elementi di risveglio. Nello stesso tempo però avverto l’urgenza di dire con franchezza che questo non basta", ha detto l'arcivescovo nell'omelia di congedoParlando della sua lunga esperienza di vescovo alla guida prima della diocesi di Grosseto, poi di Venezia ed infine di Milano, il Cardinale ha sottolineato: "In questi ventisei anni e più di episcopato, ho visto brillare la speranza, suscitata dall’incontro con Cristo, nelle più disparate condizioni di vita". Riferendosi a Milano ha poi voluto indicare i tanti segnali di rinascita: "la sua grande capacità di accoglienza, al di là di comprensibili sacche di paura", "il gusto del paragone e del confronto tra quanti praticano diverse visioni del mondo". "Fenomeni questi – ha sottolineato Scola - tanto più imponenti se si considera il processo di mescolamento in atto, in modo massiccio, anche sul nostro territorio".

Il Cardinale è poi tornato a mettere in evidenza anche la strada che la città deve ancora compiere. "Qualche anno fa, in un Discorso di sant’Ambrogio,  - ha ricordato il Cardinale - dissi che a Milano mancava l’anima. Alcuni contestarono questa mia affermazione. In parte avevano ragione, altrimenti questa crescita della metropoli non si spiegherebbe. Tuttavia c’è ancora un cammino da compiere. “Non dimenticarti di Dio” avevo raccomandato alla nostra città all’inizio del mio ministero in mezzo a voi, perché «Dio è con noi» (Vangelo, Mt 1,23). Questa memoria – in sei anni l’ho potuto toccare con mano – è ancora viva in molti tra le generazioni adulte dei vecchi e nuovi milanesi. Ma non sempre sappiamo vedere l’enorme potenziale di speranza e di costruzione di vita buona, cioè bella vera e giusta, che tale memoria contiene. Di conseguenza spesso non riusciamo a farlo scoprire ai giovani".