Milano, 8 febbraio 2017 - Slitta al 21 febbraio la sentenza per Martina Levato, accusata di aver aggredito con l' acido alcuni ex fidanzati, e il presunto complice Andrea Magnani. Lo hanno deciso i giudici della terza Corte d'appello di Milano, davanti ai quali si sta celebrando il processo di secondo grado per due dei tre componenti della 'banda dell' acido'. Nella scorsa udienza il sostituto pg Maria Grazia Omboni ha chiesto che venga riconosciuta la responsabilità dei due imputati anche per due reati 'minori' e ha chiesto l'aumento della pena di un anno, fino a 17 anni, per Levato (già condannata in via definitiva a 12 anni per aver sfigurato Pietro Barbini) e di 4 mesi, fino a 9 anni e 8 mesi, per Magnani.

Martina Levato da tempo ormai si è assunta la responsabilità per le aggressioni con l'acido (tra i casi c'è anche un tentativo di aggressione nei confronti di Giuliano Carparelli) e nel tentativo di evirazione di Antonio Margarito. E ha tirato in ballo anche Boettcher come 'regista' (è stato già condannato a 23 anni in primo grado con l'appello fissato per maggio e a 14 anni già in secondo grado nei due processi sui blitz), ma ha sempre negato di aver sfigurato Savi. Magnani, dal canto suo, ha sempre sostenuto, invece, di essere stato 'inconsapevole' dei piani della coppia e per i suoi difensori le sue dichiarazioni 'da oltre due anni' hanno sempre trovato riscontri.

 Questa mattina in aula hanno preso la parola i suoi avvocati, Federico Guella e Andrea Etteri, che hanno chiesto l'assoluzione per il bancario, sottolineando che era "inconsapevole" dei piani messi a punto da Alexander Boettcher e Martina Levato. Magnani, in pratica, avrebbe partecipato alla preparazione e alla realizzazione dei blitz senza mai percepire pienamente il disegno dei suoi due complici. Il bancario, che ha aiutato gli inquirenti a ricostruire la vicenda e in particolare l'attacco a Stefano Savi, sfigurato 'per sbaglio', in primo grado è stato condannato a 9 anni e 4 mesi con il rito abbreviato.