Milano, 31 gennaio 2017 - Se è vero che Martina Levato ha avuto responsabilità nelle altre aggressioni, non è stata lei, però, ad aver sfigurato con l'acido nel novembre del 2014 Stefano Savi, né ha mai partecipato a quel blitz, mentre non è escluso che possa essere stato l'ex amante della studentessa, Alexander Boettcher, forse con altri. È la linea di difesa, portata avanti anche nel processo d'appello con rito abbreviato, Alessandra Guarini, avvocato della giovane. Martina Levato ha sempre negato di aver sfigurato Savi. Anche nell'arringa di oggi del processo a porte chiuse, da quanto si è saputo, la difesa ha proseguito su questa linea, portando anche elementi per cercare di dimostrare che Boettcher avrebbe avuto contatti anche con altre persone.

Oggi si sono conclusi anche gli interventi delle parti civili che hanno chiesto la conferma delle condanne per gli imputati e delle provvisionali di risarcimento. La sentenza della terza sezione penale della Corte d'Appello milanese è prevista per il prossimo 8 febbraio, dopo gli interventi degli avvocati Andrea Etteri e Guido Guella, legali di Andrea Magnani, presunto basista della "banda dell'acido", anche lui imputato. Nella scorsa udienza il sostituto pg Maria Grazia Omboni ha chiesto che venga riconosciuta la responsabilità dei due imputati anche per due reati "minori" e ha chiesto l'aumento della pena di un anno, fino a 17 anni, per Levato (già condannata in via definitiva a 12 anni per aver sfigurato Pietro Barbini) e di 4 mesi, fino a 9 anni e 8 mesi, per Magnani.