Milano, 19 maggio 2017 - Una festa per 'unire', per una "Milano sicura e accogliente" con testimonianze, musica e racconti. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala la immagina così la marcia per la solidarietà "Insieme senza muri" (LEGGI IL PROGRAMMA), che andrà in scena domani a Milano, sul modello di quella che si è svolta a febbraio a Barcellona. Ma le polemiche delle ultime settimane da parte di chi chiede un freno all'immigrazione, alimentate ulteriormente dall'aggressione avvenuta ieri in stazione centrale dove due militari e un agente sono stati feriti da un giovane di origini nordafricante (che poi si è scoperto italiano a tutti gli effetti: padre tunisino e madre italiana), rischiano di avvelenare il clima dell'evento.

Il centrodestra e la Lega, con il leader Matteo Salvini e il presidente della Regione Roberto Maroni in testa, hanno chiesto l'annullamento della marcia. A distanza di poche ore dall'aggressione il sindaco Sala ha fatto sentire la propria voce attraverso la sua pagina Facebook. "Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell'ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano ed è italiano a tutti gli effetti - ha scritto il primo cittadino -  Ciononostante a qualcuno fa comodo buttare questo atto criminoso sul conto dei migranti".

Sala, che insieme al Prefetto e al questore è stato in ospedali a far visita ai due feriti, per esprimere "vicinanza e riconoscenza", chiede però "lucidità'" nell'analisi di quanto accaduto. E conferma: "Domani guiderò la marcia "Insieme senza muri", per una 
Milano sicura e accogliente. Invito tutti a una presenza pacifica che aiuti la riflessione su una tematica così rilevante". Il sindaco di Milano sarà in prima fila con la fascia tricolore, e come lui altre decine di primi cittadini, tra cui il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e quello di Lampedusa Giusi Nicolini, che hanno aderito all'appello di partecipare numerosi a questo momento di "speranza". Con loro ci sarà anche Sumaya Abdel Qader, consigliera comunale del Pd. La marcia arriva pochi giorni dopo la firma del protocollo dell'accoglienza, siglato in prefettura da 76 sindaci su 134. Anche questo numero, 'esiguo' per il centrodestra, richiederebbe una riflessione. 

"Sono certamente consapevole del fatto che la sicurezza è un elemento fondamentale nella vita di una città metropolitana come la nostra - aggiunge Sala - . Su questo non arretreremo mai di un solo passo e ringrazio le forze dell'ordine per l'enorme lavoro che stanno facendo. Resto comunque convinto che l'accoglienza sia un dovere della nostra città e di chiunque possa alleviare le sofferenze di chi è in difficoltà serie e chiede aiuto". Poi una frecciatina a quelli che "chiedono l'annullamento della marcia e ripenso a quanti erano in coda per rubare un selfie con il Papa nel corso della sua visita a Milano, salvo dimenticarsi all'istante l'insegnamento del Santo Padre. Forse un po' di coerenza non guasterebbe". 

Sulla stessa linea il presidente della Camera Laura Boldrini. "Chi vuole vivere in una città di muri o in un Paese di muri? Quello che è successo ieri è molto grave - ha risposto a margine dell'assemblea Mdp -, e la mia solidarietà va a chi è rimasto ferito. È importante che le indagini facciano chiarezza e si vada fino in fondo. Ma questo nulla ha a che vedere con la marcia".