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San Raffaele, sindacati "Mobilitazione durissima" Prefetto convoca incontro

Giovedì 27 settembre, sono convocati i sindacati e le Rsu dei lavoratori del San Raffaele e i vertici dell’azienda per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione al fine di scongiurare lo sciopero

Assemblea generale dei lavoratori del San Raffaele (Newpress)
Assemblea generale dei lavoratori del San Raffaele (Newpress)

Milano, 21 settembre 2012 - Il prefetto di Milano ha convocato per giovedì 27 settembre i sindacati e le Rsu dei lavoratori del San Raffaele e i vertici dell’azienda per esperire il tentativo obbligatorio di conciliazione al fine di scongiurare lo sciopero. Le Rsu infatti hanno reso noto questa mattina di avere avviato la procedura per indire lo sciopero.  Se questo tentativo di conciliazione dovesse dunque fallire, si aprirebbe la strada dell’astensione dal lavoro.

E’ invece previsto per lunedì 24 settembre il nuovo incontro tra le Rsu e le rappresentanze sindacali dei lavoratori dell’ospedale in cui redigeranno la lettera con la risposta al piano di proposte prospettato dall’azienda per evitare il taglio di 450 posti di lavoro tra il comparto.

 

I SINDACATI IN PROTESTA - Sit in dei lavoratori dell'ospedale San Raffale, questa mattina davanti al Pirellone, contro il taglio di posti di lavoro. Al presidio, oltre ad alcune centinaia di lavoratori dell'ospedale, anche i consiglieri regionali di Sel Chiara Cremonesi e Giulio Cavalli.

 ‘’Dobbiamo prepararci ad una mobilitazione durissima e pesante’’: è quanto hanno detto i delegati sindacali delle Rsu dell’ospedale San Raffaele all’apertura dell’assemblea dei lavoratori presso la sede dell’ospedale. Angelo Mulè, coordinatore della Rsu, ha spiegato: "Il giochino dell’amministrazione è quello di scaricare la responsabilita’ su di noi. A questo punto e’ opportuno che il conflitto esca dalle mura del San Raffaele, e visto che il nostro maggior finanziatore è la Regione Lombardia, abbiamo indetto un presidio sotto la sede del Pirellone, dove oggi si riunisce la Giunta e a cui chiederemo di essere ricevuti’’.

I delgati sindacali hanno inoltre reso noto di aver ricevuto la solidarietà di altri ospedali milanesi e lombardi, ‘’disponibili a proclamare uno sciopero cittadino o regionale, in difesa della sanita’ per tutti e dell’ospedale San Raffaele. Da parte nostra - conclude - abbiamo avviato la procedura per lo sciopero davanti al prefetto’’.

 

BRESCIANI: "CHIEDERO' INCONTRO CON ROTELLI" - "Mi impegno a chiedere un incontro con l’amministrazione dell’ospedale San Raffaele e il professor Rotelli per difendere la funzione sociale e d’impresa come è questo ospedale. Una volta che lo incontrerò gli chiederò se è disponibile ad aprire un tavolo a tre, che veda impegnati Regione, sindacati e amministrazione’’. E’ questo l’impegno che si è preso l’assessore lombardo alla Sanità Luciano Bresciani, nel corso dell’incontro al Pirellone con i delegati sindacali del San Raffaele.

‘’Possiamo lavorare in sinergia - continua - e in squadra, non contro Rotelli. Coinvolgerò e informerò il presidente della Regione e mi impegno a lavorare per cercare di rendere piu’ facile una soluzione, anche se non posso assicurare alcun risultato’’.  I delegati sindacali gli hanno fatto presente che il San Raffaele ‘’va difeso e potenziato e che non si puo’ mettere in discussione la qualita’ della sua ricerca e attivita’ - spiega Angelo Mule’, coordinatore Rsu -. Visto che la Lombardia e’ il principale finanziatore degli ospedali del gruppo Rotelli e del San Raffaele, deve fare pressione affinche’ vengano mantenuti i suoi livelli di qualita’, altrimenti c’e’ il rischio che la Regione si trovi poi a pagare gli ammortizzatori sociali’’.

I rappresentanti sindacali hanno inoltre chiesto che la Regione Lombardia acquisisca il San Raffaele come struttura pubblica. Su questo fronte l’assessore ha spiegato che vi sono forti vincoli normativi, ‘’e come assessorato chiederemo conto del piano di risanamento e del piano industriale dell’ospedale - conclude Bresciani -. Certo, se con i licenziamenti si riducesse il personale in maniera molto pesante, ci potrebbe anche essere il rischio che la struttura non sia piu’ accreditabile. Ma io non voglio fare alcun ricatto. Voglio lavorare in squadra e come Regione accompagneremo i lavoratori in questo percorso affiancandoli anche con la nostra agenzia che si occupa di crisi aziendali’’.

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