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Il Terzo Paradiso di Pistoletto accende la notte con mille colori

La performance davanti al duomo

Mille studenti di moda e design hanno ricreato l'opera d'arte per celebrare il "Manifesto per la sostenibilità" stilato dalla Camera nazionale della moda

Il flash mob che ha ricreato l'opera "Il Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto
Il flash mob che ha ricreato l'opera "Il Terzo Paradiso" di Michelangelo Pistoletto

Milano, 20 settembre 2012 - Un intreccio colorato di mille ragazzi, allievi delle scuole di moda, arte e design a formare il «segno del Terzo Paradiso», quello dell’infinito. Nel grande spazio davanti alla cattedrale, i ragazzi hanno indossato magliette decorate con il nuovo simbolo.

I loro movimenti, fino allo sbocciare della linea con tre cerchi, sono stati seguiti dall’alto e riprodotti su un grande schermo. In sottofondo la colonna sonora «Volare» di Domenico Modugno cantata e reinterpretata da Gianna Nannini: «Serviva una musica evocativa dello spirito nazionale – ha spiegato l’artista Michelangelo Pistoletto – e avevo perfino pensato di usare l’inno di Mameli. Ma poi ho concluso che non c’era niente di più italiano di «Volare», perdipiù eseguito da Gianna con cui ho spesso collaborato». Pistoletto non è nuovo alle contaminazioni, arte e musica, arte e moda.

È il grande maestro dell’arte povera e degli specchi a spiegare il senso della sua installazione live: «Il simbolo tradizionale dell’infinito, quella linea che di solito forma due cerchi, è modificato in modo da presentarne un terzo. Proprio quel terzo cerchio rappresenta l’armonia fra natura e artificio, un ideale al quale tendere in un momento come questo in cui l’artificio, invece, la natura sembra distruggerla». E il Terzo Paradiso sarebbe appunto questa età dell’oro, dopo il regno incontrastato della natura sulla terra e il paradiso artificiale sviluppato dall’intelligenza umana.

Artista di fama mondiale, pittore e scultore di forme e linguaggi nuovi, Pistoletto è il padre della Cittadellarte, a Biella, la sua culla, un grande laboratorio di idee, un generatore di energia creativa, che promuove una trasformazione della società e la guida a una libertà più controllata. Da qui, da quella che lui chiama l’Università delle Idee, parte la sua personale rivoluzione, anzi Ri-evoluzione come la chiama lui.

«La moda è una forma assoluta d’arte del corpo. Qual è il messaggio che deve portare? «Un messaggio etico. Viviamo in un momento di grande crisi ecologica, economica, culturale e di rapporti umani. L’arte in tutte le sue declinazioni, musica, moda, pittura, scultura deve essere il motore da cui parte la rieducazione e la materia plastica da plasmare, da rieducare appunto è la gente, la società». Bonito Oliva l’ha definito «artista a responsabilità illimitata», Pistoletto che nel 2013 terrà una personale esposizione al Louvre ha inziato quindi un dialogo con la Camera nazionale della moda.

E la moda Made in Italy, con l’artista, inizia il suo percorso per diventare «eco» e sostenibile. Perché l’industria dell’abbigliamento diventi responsabile la Camera nazionale della moda italiana ha messo a punto un manifesto programmatico. Un invito a utilizzare materie prime ad alto valore ambientale e sociale e a ridurre l’impatto delle attività produttive. «Sono contento che la Camera nazionale della moda abbia dedicato un decalogo a questo tema e che abbia voluto prendere il Terzo Paradiso a simbolo del rapporto forte tra arte, moda e società».

Anna Giorgi
anna.giorgi@ilgiorno.net

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