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"Il piccolo Vallanzasca" dietro la protesta al Beccaria

Tensione e lenzuola date a fuoco

Il 14enne si trova in carcere da qualche giorno. In poco tempo è riuscito a mettersi a capo di una quindicina di altri reclusi che nella tarda serata di sabato hanno iniziato a urlare e a bruciare carta e asciugamani buttati nel cortile e nei corridoi

Un giovane Renato Vallanzasca
Un giovane Renato Vallanzasca

Milano, 16 settembre 2012 - All'origine della protesta scoppiata ieri sera al carcere minorile Beccaria ci sarebbe il "piccolo Vallanzasca", il ragazzino rinchiuso da lunedì scorso per una serie di furti e rapine compiuti con la sua gang e anche per minacce. Nonostante i pochi giorni trascorsi in carcere, secondo quanto spiegato dalla polizia, il giovanissimo delinquente è riuscito a mettersi a capo di una quindicina di altri reclusi.


‘Il piccolo Vallanzasca’, questo il nome che il quattordicenne si è "conquistato sul campo", è considerato un elemento pericoloso. Un soprannome che alterna con quello di ‘Pulce’ con cui è riuscito a diventare il punto di riferimento di un gruppo di giovani di Quarto Oggiaro, periferia di Milano. Una faccia da bambino, di corporatura minuta ma in grado di tenere in scacco per due anni la polizia, che fino al raggiungimento dei suoi quattordici anni (eta’ dell’imputabilita’) ha avuto le mani legate.

Intorno alle 21 di ieri sera i giovani detenuti hanno iniziato a urlare e a bruciare carta e asciugamani buttati poi nel cortile e nei corridoi. A questi se ne sono poi aggiunti almeno altri quindici ragazzi, detenuti in un altro raggio, tutti arrestati da pochi giorni. I disordini sono durati circa un’ora, mentre le Volanti e un reparto della Mobile hanno circondato l’istituto. Non è stato necessario l’uso della forza e, grazie anche alla mediazione di un dirigente del Commissariato Ticinese, la protesta è rientrata. Limitati i danni: le basi di alcuni letti anneriti e poco altro.

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