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Quattordici anni e un mito: "Voglio diventare Vallanzasca" Arrestato dopo furti e rapine

Il baby gangster spadroneggiava a Quarto Oggiaro

E' stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare dopo il furto di uno scooter. Ha accumulato decine di provvedimenti per reati. Da due anni si dedicava all'attività delittuosa dopo aver visto un film sul "Bel René"

Un giovane Renato Vallanzasca
Un giovane Renato Vallanzasca

Milano, 14 settembre 2012 - Quattordici anni, faccia da ragazzino, fisico ancora minuto, nemmeno tanto alto per la sua età. Eppure per due anni ha fatto impazzire gli uomini del commissariato. Quando si guardava allo specchio sperava che l'immagine riflessa gli restituisse un poco di quel Renato Vallanzasca, a cui si ispirava. Voleva diventarne la copia di Quarto Oggiaro.

Il quattordicenne si ispirava all'ormai leggendario bandito milanese da quando, un paio d'anni fa, era uscito il film dedicato proprio al "Bel René". Una folgorazione. Quella per il cinema gangster, dopo tutto, è sempre stata per il teenager una vera passione. All'età di 12 anni, quando già scorazzava in auto per il quartiere, era stato pizzicato insieme ad altri giovanissimi complici che si divertivano a scattarsi fotografie nelle pose usate dai protagonisti di "Gomorra".

Era stato affidato a una comunità fuori Milano, ma si era allontanato poco dopo per rientrare nella sua Quarto Oggiaro. Dove aveva avviato daccapo la sua "attività criminale" facendosi chiamare "Il Giovane Vallanzasca". Con risultati da veterano del crimine, perché dal giorno del suo quattordicesimo compleanno, lo scorso febbraio, il ragazzino ha accumulato una decina di provvedimenti a suo carico tra furti, piccole rapine, minacce e aggressioni.

All'ennesimo tentativo, lunedì scorso, gli agenti del commissariato sono riusciti a raggiungerlo per eseguire nei suoi confronti un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale dei minori, Marilena Chessa, per il furto di un motorino in un box con la complicità di un maggiorenne. Nell'ordinanza si parla di "pericolo elevatissimo e concreto di reiterazione del reato", proprio per la sua "naturale disinvoltura e propensione all'attività delittuosa".

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