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Caos scuola lombarda, annullato concorso presidi

Il Tar ha detto sì al ricorso di 101 candidati non ammessi all’orale contro le modalità di svolgimento della correzione delle prove scritte

di Luca Salvi

Un'aula scolastica (Ansa)
Un'aula scolastica (Ansa)

Milano, 19 luglio 2012 -  Caos nella scuola lombarda: il Tar annulla il concorso presidi regionale. Addio ai 355 nuovi presidi e più di 400 scuole a settembre si ritroveranno senza dirigenti scolastici. Ieri è stata pubblicata la sentenza del Tribunale amministrativo. La risposta conseguente ai ricorsi presentati da 101 candidati non ammessi all’orale contro le modalità di svolgimento della correzione delle prove scritte.

Il Tar ha dato ragione ai ricorrenti: il cartoncino contenente il nome dell’aspirante dirigente scolastico, inserito in una busta a parte insieme alle prove scritte, e in teoria non visionabile dalla commissione esaminatrice, era in realtà leggibile. Come recita la sentenza, “dall’esame svolto, è emerso nitidamente che il contenuto del cartoncino, contenente i dati anagrafici dei candidati, risulta agevolmente leggibile, se posto in controluce, anche all’interno della busta bianca piccola in cui il predetto cartoncino è stato posto dallo stesso candidato”.

 

Il Tar stabilisce quindi “la fondatezza” della “doglianza” dei ricorrenti e “determina, previo assorbimento delle restanti censure, l’accoglimento di tutti i ricorsi riuniti” e “l’annullamento degli atti relativi alle prove scritte del concorso per Dirigenti scolastici indetto con Ddg del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca del 13 luglio 2011 – Regione Lombardia”. Vale a dire: prove scritte nulle e addio nuovi presidi. Inoltre il Tar indica come “il procedimento di correzione degli elaborati scritti da parte della Commissione deve avvenire necessariamente alla presenza di tutti i componenti della stessa – che è un collegio perfetto – dovendosi procedere congiuntamente sia alle operazioni di lettura e di correzione degli elaborati”. Così il Tar “annulla gli atti con gli stessi ricorsi impugnati”.

di Luca Salvi

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