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Mario Monti in piazza Affari incontra il gotha della finanza "Non ci sarà un'altra manovra"

Cub in protesta contro la crisi

Il primo appuntamento con i vertici di una ventina di grandi società quotate e, a seguire, un discorso aperto ad una platea più vasta. "Da domani sui siti dei ministri usciranno, non richieste dalla legge, le dichiarazioni patrimoniali dei membri del governo"

Il presidente del Consiglio Mario Monti, 68 anni (foto Reuters)
Il presidente del Consiglio Mario Monti, 68 anni (foto Reuters)

Milano, 20 febbraio 2012 - Il presidente del Consiglio, Mario Monti, è arrivato prima delle dieci di stamattina a piazza Affari per incontrare la comunità finanziaria.  Il primo appuntamento, durato circa un'ora, si è tenuto con i vertici di una ventina di grandi società quotate a Piazza Affari. Intorno al tavolo oltre a Monti anche il vice ministro all'Economia, Vittorio Grilli. Ma anche Franco Bernabè (Telecom), Giovanni Perissinotto e Gabriele Galateri (Generali), Fabrizio Viola (Mps), Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Fulvio Conti (Enel), Federico Ghizzoni (Unicredit), Rodolfo De Benedetti (Cir), Enrico Cucchiani (Intesa Sanpaolo).

A seguire, il presidente del Consiglio ha tenuto un discorso aperto ad una platea più vasta di rappresentanti della Comunità finanziaria, che ha riscosso un convinto applauso.

 

"NON CI SARANNO ALTRE MANOVRE" - Monti ribadisce che "non ci sarà un'altra manovra", nemmeno se la recessione dura, perché "ci sono margini di prudenza". Il premier ha scherzato sulle sue visite a Wall Street e Londra: "Erano un allenamento" in vista dell'incontro di Piazza Affari. Monti è convinto che la Borsa Italiana sia "una delle ricchezze del sistema. Il numero delle società quotate è ancora inferiore rispetto alle altre realtà europee. Una Borsa con un numero piu alto di imprese quotate può dare un contributo fondamentale" per la crescita.

FISCO E LAVORO - Sul fisco l'azione del governo è mirata a ridurre il disavanzo pubblico, ma anche ad abbassare le tasse "in forma di minore aggravio fiscale", ai contribuenti onesti. Il governo ha “dato alle autorità che si occupano delle entrate fiscali strumenti senza precedenti di lotta all’evasione, ma anche al riciclaggio e alla criminalità organizzata”. Per quanto riguarda il lavoro, la riforma si dovrebbe fare entro la fine di marzo. Su questo punto Monti è chiaro: "Il provvedimento lo presenteremo comunque, speriamo con l'accordo delle parti sociali". Che ci sia l'ok delle parti sociali o meno, la riforma, quindi, si farà. "In Italia si possono fare riforme, la gente è in grado di capire".

COSTI DELLA POLITICA - “Ho l’impressione che” nell’opinione pubblica “la domanda di sangue della politica, in senso figurato, sia illimitata e non mi pronuncio se ciò avvenga a ragione o a torto, purché sia in senso figurato”. Monti aggiunge che "è molto bello che ci siano le crociate contro i privilegi della casta e siamo ben lontani dall’aver realizzato ciò che è necessario al riguardo”, ma "esorterei la stampa a stabilire quale sarà una barra, un’altezza, oltrepassata la quale, quei critici diranno ‘mica malaccio, qualcosa è stato fatto’”. In proposito, "domani sui siti dei ministri usciranno, non richieste dalla legge, le dichiarazioni patrimoniali dei membri del governo". Il premier aggiunge "Sento la necessità di dire che tutto il personale politico di alto livello si sottoponga a qualcosa di analogo".

SULL'EUROPA - Dal punto di vista della governance europea, “abbiamo cercato di togliere l’Italia dalla lista dei problemi per passare alla lista di coloro che contribuiscono a trovare soluzioni”. Il gioco, in Europa, "deve essere più ampio" e non solo limitato ai partner come Francia e Germania. Proprio in tal senso, "oggi sarà resa nota una lettera che sette-otto capi di governo di paesi europei, non solo dell’eurozona, invieranno al presidente del consiglio europeo per dare impulso alla crescita dell’Europa”. L'esmpio da avvicinare è quello della Germania L'Italia, comunque, non può crescere da sola, ma ha bisogno dell'Europa. L'Italia lavorerà per mantenere alta l'attenzione sulla crisi del debito greco, "il più pericoloso dei focolai".

 

PROTESTA CUB - Circa 25 aderenti alla Confederazione unitaria di base (Cub) sta protestando in via della Posta all'angolo con piazza degli Affari, contro la finanza in concomitanza con la presenza del presidente del Consiglio Mario Monti a Palazzo Mezzanotte. La Questura ha vietato il presidio in piazza Affari che, da questa mattina è completamente blindata dalle forze dell'ordine. Sotto lo striscione "Le nostre vite valgono più dei loro profitti", il gruppetto di manifestanti protesta rumorosamente per la crisi economica e la responsabilità del mondo della finanza e delle banche. Sotto una pioggia battente gli aderenti alla Cub, invitati a proseguire il loro presidio in piazza del Duomo, fronteggiano un gruppo di carabinieri in assetto antisommossa all'angolo con piazza Affari.

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