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Giornata del Ricordo, è polemicaNessun intervento degli esuli La reazione: "E' inaccettabile"

De Corato: interrogazione in Consiglio sull'accaduto

Alla cerimonia parla solo Pisapia. Il segretario del Movimento Nazionale Istria-Fiume-Dalmazia Romano Cramer: «Se l'avessimo saputo, ci saremmo astenuti dal venire. I nostri morti non sono di serie B»

Un momento della cerimonia
Un momento della cerimonia

Milano, 10 febbraio 2012 - La città celebra la Giornata del Ricordo in memoria della vittime delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata e le polemiche non si fanno attendere. A prendere la parola è stato solo il sindaco Pisapia: n on c'è stato nessun altro intervento, nemmeno quello di un rappresentante degli esuli che a loro volta si si sono detti «amareggiati» al termine dell'iniziativa. «è una cosa mai successa prima» ha protestato il consigliere Pdl Riccardo De Corato che ha giudicato l'accaduto «un affronto, un'offesa grave agli esuli» annunciando un'interrogazione in Consiglio al riguardo.

Nel corso della cerimonia, in Largo Martiri delle Foibe, si è svolto l'intervento del primo cittadino che ha ricordato: «Le divisioni su un pezzo di storia dolorosa non siano più ammissibili», sottolineando che bisogna «essere uniti nel condividere qualcosa che non si può negare e che abbiamo il dovere di ricordare, perché rimanga nella memoria di tutti». Nonostante queste parole che invitano a una memoria condivisa, il fatto che non sia stata data la parola agli esuli ha scatenato il loro malumore.

«Ringraziamo il sindaco per essere stato presente e per le sue parole ma siamo amareggiati- ha detto il segretario del Movimento Nazionale Istria-Fiume-Dalmazia Romano Cramer - perché non ci é stata data la parola. E' un gesto inaccettabile, il primo caso in Italia in cui a una cerimonia di commemorazione i diretti interessati non possono fare un intervento. Se l'avessimo saputo, ci saremmo astenuti dal venire. I nostri morti non sono di serie B».

Sulla vicenda è intervenuto anche l'ex vicesindaco Riccardo De Corato: « E' uno schiaffo agli esuli e ai martiri delle foibe di cui Pisapia dovrà rendere conto in Consiglio. In tutte le cerimonie di ricordo di vittime o di martiri - ha sostenuto - viene sempre data la possibilità di aprire le celebrazioni a un rappresentante di coloro che sono i famigliari o le associazioni che rappresentano le vittime, così come avviene il 25 aprile, il 2 giugno o il 4 novembre».

Redazione

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