Il tunisino era stato condannato a 6 anni il 31 gennaio 2011dal gup Stefania Donadeo con rito abbreviato. Secondo l'accusa avrebbe fatto parte tra il 1997 e il 2001 di una 'cellula' legata al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento
Mialno, 6 febbraio 2012 - Assolto in appello dopo 8 anni di detenzione a Guantanamo e 2 anni e 2 mesi in Italia Riadh Ben Mohamed Nasri, il tunisino di 45 anni che il 30 novembre 2009 è stato consegnato all'autorità
giudiziaria italiana dopo in base a un accordo Italia-Usa. La sentenza è stata emessa dai giudici della prima corte d'assise d'appello, che hanno inoltre ordinato l'immediata scarcerazione dell'imputato, ribaltando la condanna a 6 anni inflitta in primo grado il 31 gennaio 2011dal gup Stefania Donadeo con rito abbreviato.
Secondo l'accusa, Nasri avrebbe fatto parte tra il 1997 e il 2001 di una 'cellula' legata al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento, con base anche a Milano e che reclutava martiri destinati ai paesi in guerra. Delle stesse accuse rispondeva anche un altro imputato, Tlili Lazar, altro presunto terrorista che ha collaborato con gli inquirenti nel corso delle indagini e per cui oggi l'appello ha confermato la condanna a 8 mesi.
Oggi per Nasri, difeso dall'avvocato Roberto Novellino, l' assoluzione e l'ordine dei giudici di farlo uscire dal carcere di massima sicurezza di Benevento, dopo oltre due anni di carcere in Italia e 8 anni passati a Guantanamo. Nei verbali, davanti al pm Elio Ramondini e al gip Guido Salvini appena arrivato in Italia, Nasri aveva raccontato di essere stato torturato e privato di ''tutti i diritti piu' semplici e fondamentali'', di essere stato picchiato e rinchiuso in ''gabbie molto piccole e all'aperto'' con ''un materassino basso per dormire, una coperta, un secchio per i bisogni ed uno per l'acqua da bere''. Se non parlava, ha spiegato ancora, veniva minacciato di ''abusi sessuali da donne e da uomini''.
Arrivato dalla Tunisia a Bologna nel '94, pochi mesi dopo partì per la Bosnia per combattere. Rientrato di nuovo nel capoluogo emiliano, sparì dopo l'attentato alle Torri Gemelle: venne catturato dagli afghani dell'Alleanza del Nord nella sua casa in Afghanistan, dove si era sposato e aveva avuto una figlia, e ''consegnato vivo agli americani''. Da lì i trasferimenti, con le prime torture.Un anno fa era stato scarcerato dal gup di Milano anche il presunto terrorista tunisino Ben Mabrouk Adel (condannato a 2 anni, ma con sospensione della pena), anche lui detenuto per oltre sette anni a Guantanamo e consegnato all'autorità giudiziaria italiana nel novembre 2009.